Cronaca

I fumogeni? Erano lontani dallo stadio "Menti". Assolti cinque tifosi del Lecce

La sentenza emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Vicenza, Giovanni Pachera, con la formula "perché il fatto non sussiste". Nel 2010 furono bloccati a oltre 8 chilometri dallo stadio. Sposato il principi di "vicinitas"

Tifosi del Lecce in trasferta a Vicenza.

VICENZA – Avrebbero voluto festeggiare la promozione del Lecce (sarebbe arrivata di lì a poco, anche se non proprio quel giorno), ma, per cinque sostenitori dei giallorossi, invece della gioia, iniziò un calvario giudiziario, chiuso solo oggi con una sentenza che, quanto meno, fa tirare loro un sospiro di sollievo. Mattia Gerardi, Giulio Sale, Jacopo Coletta, Emanuele Leo e Cristian Pinto, infatti, sono stati assolti dal giudice monocratico del Tribunale di Vicenza, Giovanni Pachera, con la formula “perché il fatto non sussiste” per la vicenda in cui erano incappati nientemeno che il 23 maggio del 2010. 

Quel giorno, i cinque amici si recarono a Vicenza per assistere all’incontro del Lecce, valevole per il campionato nazionale di serie B della stagione 2009/2010. L’accusa mossa a loro carico fu di aver introdotto materiale pirotenico nelle adiacenze dello stadio “Romeo Menti” di Vicenza.

In realtà, e questo non è un dettaglio, furono fermati al casello autostradale di Vicenza Est (ad 8 chilometri e mezzo di distanza dal campo sportivo, per la precisione). Perquisiti, di fatto non videro mai quella partita che, potenzialmente, avrebbe potuto sancire la promozione nella massima serie.

Non solo. Dopo contestazioni della Digos, il questore di Vicenza applicò il daspo, con il divieto assoluto di assistere, per la durata di cinque anni, a tutte le gare di calcio della serie A, B, Lega Pro e Nazionale dilettanti, oltre che della Nazionale italiana di calcio maggiore e dell’Under 21. Divieto di accesso esteso anche alle gare di di Coppa Italia, Coppa Uefa e Champions League (misura, allo stato, ancora in atto).

Nell’udienza odierna, sentita la discussione del pm e degli avvocati difensori degli imputati, Michele Bonsegna, Giuseppe Milli e Giuliano Fina, il giudice vicentino ha pronunciato la sentenza di assoluzione, ponendo fine ad una situazione che gli stessi legali definiscono “paradossale”.

I tifosi, infatti, recatisi a Vicenza, avevano subito il sequestro di materiale pirotecnico (di semplice consistenza e del genere rinvenibile in libero commercio, in sostanza comuni fumogeni) che, oltre a non essere mai stato introdotto nelle adiacenze dello stadio “Menti", era stato depositato, per gli eventuali successivi festeggiamenti, in pullman parcheggiati lontano dai luoghi dedicati alla manifestazione sportiva. 
Il giudice monocratico, sposando il principio Cassazione sul concetto di “vicinitas” ai luoghi di manifestazioni sportive, ha dunque stabilito di assolvere gli imputati. 

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