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Video | No Tap, questura: "Azione misurata". E Confindustria contro il vandalismo

Note della polizia che respinge alcune accuse e degli industriali che condannano alcuni atti

 

La questura di Lecce respinge alcune accuse che sarebbero piovute addosso nei momenti dell'intervento della mattina del 10 maggio, quelle di usare atti di forza con scudi e manganelli, e a tal proposito ha inoltrato un video riguardante il momento in cui circa venti attivisti, alcuni del movimento No Tap, altri del collettivo antagonista “Villa Matta”, hanno tentato di impedire l’ingresso delle maestranze nell’area di cantiere, anche sedendosi per terra.

Le immagini sono state riprese dagli operatori della polizia scientifica. Secondo quanto illustra una nota ufficiale della questura, un'azione "condotta con estrema misura, senza uso di sfollagente e scudi, ma semplicemente accompagnando le persone, sospingendole, a fronte di azioni aggressive fisiche e verbali messe in atto dai manifestanti", illustra una nota ufficiale della questura.

Tutto questo mentre Confindustria Lecce ritorna sulla vicenda pressappoco delle stesse ore, quando sono stati divelti muretti a secco e bruciati copertoni, esprimendo rammarico. "Non si può accettare - afferma il presidente Giancarlo Negro - alcun comportamento che provochi un danno al nostro bellissimo territorio, specialmente da chi si fa paladino della difesa dello stesso.  Inoltre, con riferimento a quanto accaduto sul cantiere, l'Associazione degli Industriali ribadisce che ognuno è libero ed ha naturalmente diritto di manifestare ed
esprimere il proprio pensiero, ma, allo stesso tempo, ha il dovere di farlo con senso civico e nel rispetto degli altri".

"Il nostro Salento non può essere ancora vittima di comportamenti delinquenziali che mettono a repentaglio l’incolumità di chi lavora  e
rischiano di distruggere il nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Confindustria Lecce - continua Negro -  chiede pertanto a tutti i
rappresentanti delle istituzioni di prendere le distanze, senza se e senza ma, da tali atteggiamenti, condannando con decisione ogni comportamento illecito. Non è più il caso di lasciare spazio a dubbi sulla condivisione di atti di violenza".

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