Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Viene dimesso dall'ospedale e muore a 25 anni, eseguito l'esame autoptico

Bisognerà attendere l’esito degli esami istologici e tossicologici per avere un quadro più chiaro sulle cause della morte di Emanuele Levante, il 25enne di Novoli deceduto lo scorso 10 ottobre. Oggi, su disposizione del pubblico ministero Maria Vallefuoco, è stato eseguita l’autopsia dal medico legale Biagio Solarino

Il pronto soccorso del Fazzi.

LECCE – Bisognerà attendere l’esito degli esami istologici e tossicologici per avere un quadro più chiaro sulle cause della morte di Emanuele Levante, il 25enne di Novoli deceduto lo scorso 10 ottobre. Oggi, su disposizione del pubblico ministero Maria Vallefuoco, è stato eseguita l’autopsia dal medico legale Biagio Solarino (del dipartimento di Medicina legale di Bari). Come consulente della Procura è stato nominato anche il professor Francesco Bruno, direttore del reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari. Per uno degl imputati, invece, è stato nominato il medico legale Sandro Petrachi.

Due i medici iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del 25enne. Si tratta, in particolare, del medico del pronto soccorso che ha visitato il giovane paziente venerdì pomeriggio, e del collega del 118 intervenuto presso l’abitazione del 25enne sabato mattina. L’iscrizione è stato, comunque, un atto dovuto, anche e soprattutto in vista dell’esame autoptico.

Per la famiglia di Emanuele sono giorni di lutto e un dolore difficile anche solo da immaginare. I genitori chiedono a gran voce che sia fatta luce su una morte tanto improvvisa quanto inaspettata, che ha spezzato la vita di un ragazzo di soli 25 anni, di cui chiedono di poter celebrare il funerale. La famiglia, assistita dagli avvocati Francesco Spagnolo e Francesco Fasano (i due penalisti stanno seguendo ogni sviluppo della vicenda), ha presentato un esposto in cui ipotizzano negligenze e responsabilità non solo del personale medico che ha avuto in cura il 25enne, ma anche dell’ambulanza del 118, che avrebbe raggiunto l’abitazione dei Levante, distante poco più di un chilometro, in circa venti minuti. Ipotesi finita al vaglio della magistratura e che ha portato all’iscrizione del medico del 118, il cui legale, l’avvocato Paolo Spalluto, ha chiesto e ottenuto che sia acquisito il report del defibrillatore utilizzato per cercare di rianimare la vittima (si tratta di uno strumento dotato di un orologio che segna l’orario dell’intervento) e dei tabulati delle telefonate al 118.

La salma del giovane operaio, su disposizione del pubblico ministero Maria Vallefuoco, è stata riconsegnata alla famiglia. Il 25enne si era presentato presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce venerdì pomeriggio, dopo aver accusato un forte dolore alla gamba. Sottoposto alle visite e agli accertamenti da parte del personale medico (dopo circa un’ora di attesa in codice verde), è stato dimesso dopo che gli è stata somministrata un’iniezione intramuscolare e un medicinale per disturbi articolari.

La mattina presto il padre della vittima, preoccupato da alcuni lamenti provenienti dalla stanza del figlio, si è accorto che le condizioni del 25enne erano gravi. Immediata la chiamata al 118 alle 8 del mattino, cui poi ne è seguita una seconda. Dopo l’arrivo dell’ambulanza Emanuele è stato trasportato d’urgenza al Fazzi, ma per lui purtroppo non c’era più nulla da fare. Il decesso è stato dichiarato alle 9.40.

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