Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Vigilanti presidiano prima l'Agenzia delle entrate, poi l'ingresso dell'istituto

Sit - in di lavoratori e sindacati presso la sede dell'Agenzia delle entrate. Sveviapol Sud aveva chiesto l'abbattimento del 90 percento del proprio debito, ma la proposta è irricevibile. La protesta continua davanti ai cancelli dell'azienda

I vigilantes davanti all'ingresso dell'Agenzia delle Entrate.

LECCE – L’istituto di vigilanza Sveviapol Sud srl viaggia con un debito di circa 16 milioni di euro che, come un’ombra, si allunga sul futuro dei lavoratori. Sbloccato il pagamento di marzo, mediante un acconto di 800 euro, ed il saldo del mese di aprile, i vigilanti ancora attendono la restante parte. Che comprende anche l’ultima mensilità di maggio.

Ma le preoccupazioni delle 200 guardie ancora in servizio (per 214 colleghi è già stata richiesta la mobilità, sulla base di un accordo sindacale) guardano più lontano. A quel mancato accordo con l’Agenzia delle entrate sulla dilazione del debito. Premessa necessaria per concludere le trattative tra l’istituto di vigilanza e la nuova società disposta ad immettere capitale, entrando come socio di maggioranza.

La richiesta avanzata da Cosmopol è ferma al mese di marzo ed ha bloccato la procedura, avviata da Sveviapol, di concordato preventivo. I registri consegnati in tribunale a dicembre, sono stati prontamente ritirati. Ma la spada di Damocle continua a pendere sulla testa dei lavoratori: “Chi assicura che, se dovesse sfumare il nuovo accordo commerciale, Sveviapol non dichiarerà il fallimento?”, chiede una guardia giurata.

Il sit – in proclamato questa mattina proprio davanti alla sede leccese dell’Agenzia delle entrate, è durato il tempo strettamente necessario. I sindacalisti Cosimo Invidia (Ugl), Giovanni De Pandis (Fisascat Cisl), Mirko Moscaggiuri (Filcams Cgil) e Giuseppe Zimmari (Uiltucs Uil), infatti, hanno incontrato i vertici dell’agenzia, per sollecitare una risposta alla richiesta di ristrutturazione del debito avanzata dall’istituto di vigilanza. Ma senza cavarne un ragno dal buco.

“Il direttore dell’agenzia ci ha fornito indicazioni sullo stato della pratica inoltrata da Sveviapol diverse da quelle noi conoscevamo – spiega Giuseppe Zimmari -. L’azienda ha infatti richiesto la riduzione del 90 percento del debito: una proposta considerata irricevibile”. L’istituto avrebbe fornito alle organizzazioni sindacali uno scenario diverso: la ristrutturazione si sarebbe basata sul pagato dell’80 percento della somma complessiva.

“Ci troviamo di fronte ad un ennesimo problema perché, come ha puntualizzato il direttore, il punto di partenza della trattativa dovrebbe essere il pagamento di almeno il 60 percento del debito – aggiunge il segretario regionale UilTucs - . E l’azienda ora deve fornire ulteriore documentazione per verificare che la situazione rientri nei parametri stabiliti dalla legge”.

“La società si dimostra, quindi, del tutto inaffidabile agli occhi dei nuovi investitori”, conclude Zimmari. Sulla scorta di queste premesse, il presidio è stato smobilitato rapidamente per trasferirsi sotto i portoni dell’azienda, al fine di strappare un incontro ( tutt’ora in corso) dei sindacati con i vertici amministrativi. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vigilanti presidiano prima l'Agenzia delle entrate, poi l'ingresso dell'istituto

LeccePrima è in caricamento