Cronaca

Villaggio "Baia Malva" e darsena “Puerto del Sol”, nuove grane per Durante

L'imprenditore è già indagato per il "Riva degli Angeli". Questa mattina nuovi sequestri, ma in strutture diverse a lui riconducibili: un altro villaggio e una darsena. Contestati eturpamento o distruzione di bellezze naturali e costruzione di opere in assenza o difformità di permesso

PORTO CESAREO – In un colpo solo i carabinieri hanno apposto i sigilli a due strutture. Nel mirino, c’è sempre lo stesso imprenditore neretino, ma residente a Porto Cesareo, il 66enne Giuseppe Durante, già indagato nell’ambito del caso che riguarda presunti illeciti e lottizzazioni abusive per il villaggio “Riva degli Angeli”.

Prosegue così senza soste l’attività investigativa a tutto tondo, inaugurata già da tempo nella marina di Porto Cesaro, dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina, diretti dal maggiore Nicola Fasciano e dal tenente Giancarlo Porta, con il coordinamento del sostituto procuratore Carmen Ruggiero della Procura di Lecce.

Questa mattina, dunque, insieme alle stazioni dipendenti di Porto Cesareo, Veglie e Leverano, i militari campioti hanno dato seguito a un decreto di sequestro di due strutture riconducibili a Durante: un altro villaggio turistico, il “Baia Malva”, e la darsena “Puerto del Sol”. In entrambi i casi sono stati contestati i reati di deturpamento o distruzione di bellezze naturali e costruzione di opere in assenza o in difformità di permesso di costruire.

Le indagini, condotte dai militari dell’aliquota operativa, avrebbero messo a nudo diversi problemi. Il complesso destinato ad ormeggio delle imbarcazioni “Puerto del Sol” (guarda il video), collocato in una zona agricola sottoposta a vincolo paesaggistico, sarebbe costituito da opere eseguite, almeno in parte, in lampante difformità rispetto ai permessi di costruire rilasciati. Alcune fra le opere realizzate, inoltre, sarebbero in totale assenza di permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica anche tramite occupazione di aree demaniali non concesse.

Per quanto riguarda il complesso turistico “Baia Malva” (guarda il video), edificato in zona agricola e per il tempo libero sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico, oltre che in area Putt, esso risulterebbe costituito da opere approvate con provvedimenti ritenuti illeciti e illegittimi perché rilasciati in violazione delle norme urbanistiche vigenti e, almeno in parte, comunque difformi da quanto prescritto. Il sequestro, probatorio, è motivato dalla necessità di consentire una consulenza tecnica per appurare e approfondire quanto ricostruito.

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