Cronaca

Pratiche edilizie per case coloniche viziate da false attestazioni: dieci denunce

Le indagini della polizia locale sono partite dopo il sequestro di una villa in area vincolata. Successive verifiche hanno permesso di appurare che la concessione dei titoli avveniva a beneficio di imprenditori solo su carta, ora accusati di truffa aggravata

L'ingresso di Palazzo Gallone.

TRICASE – In principio, circa sei mesi addietro, fu il sequestro di una villetta. Edificata in area sottoposta a vincolo con un permesso a costruire ottenuto a titolo gratuito per la costruzione di una casa colonica e rilasciato dal Comune di Tricase: in realtà si è scoperto che la pratica era viziata da falsità ideologica e cioè sulla dichiarazione resa dal richiedente di essere imprenditore agricolo.

Le indagini, affidate dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone alla polizia locale di Tricase, sono poi andate avanti e nel giro di pochi mesi si è scoperto che non si trattava di un caso isolato, ma che di attività edilizie fondate sullo stesso meccanismo ne stavano per essere intraprese altre nove. Sono state quindi denunciate all'autorità giudiziaria dieci persone, otto di Tricase e due di Andrano, con l’accusa di truffa aggravata ai danni del Comune e falso per induzione. Le verifiche sono state condotte dagli agenti del comandante Luigi Muci presso l’Ufficio tecnico comunale e l’Ufficio Agricoltura della Regione Puglia e hanno avuto ad oggetto le pratiche edilizie presentate nel 2014.

Ai dieci si contesta di aver attestato falsamente la qualità di “imprenditore agricolo professionale” per poter ottenere gratuitamente il permesso di costruire alcune “case coloniche”. L’amministrazione tricasina ha già sospeso i titoli rilasciati ai soggetti indagati e si stanno valutando le singole posizioni anche in relazione al danno erariale, che si stima in circa 100 mila euro. Potranno essere sanate solo le pratiche relativa a costruzioni che non ricadono in zona vincolata e che saranno considerate effettivamente funzionali alle attività di un'azienda agricola, secondo quanto stabilito dalle norme. Parrebbe, infatti, che l'estensione del terreno di proprietà di alcuni degli indagati sarebbe così ridotta da non permettere in alcun modo la gestione di un'impresa agricola.

Il presidente del Comitato operativo delle polizie locali del Salento, Donato Zacheo, comandante del corpo a Lecce, ha espresso il suo apprezzamento per l’operazione condotta dai colleghi di Tricase.

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