Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Violenta aggressione nei confronti della madre, resta in carcere Valentina Piccinonno

Resta in carcere Valentina Piccinonno, 32enne leccese, arrestata nei giorni scorsi per tentata estorsione e lesioni gravi nei confronti della madre. La donna, già implicata in alcuni fra i più gravi episodi di cronaca nera degli ultimi anni, è comparsa dinanzi al giudice per l’udienza di convalida dell'arresto

LECCE – Resta in carcere Valentina Piccinonno, 32enne leccese, arrestata nei giorni scorsi per tentata estorsione e lesioni gravi nei confronti della madre. La donna, già implicata in alcuni fra i più gravi episodi di cronaca nera degli ultimi anni, è comparsa dinanzi al giudice per l’udienza di convalida. Al gip Antonia Martalò la donna, assistita dall’avvocato Giuseppe Talò, ha raccontato la propria versione dei fatti, spiegando di essere stata aggredita dalla madre al culmine dell’ennesimo diverbio.

L’atteggiamento aggressivo dell’anziana donna avrebbe scatenato la reazione violenta della 32enne, che avrebbe colpito la madre procurandole delle lesioni. La Piccinonno ha inoltre negato di aver avanzato nei confronti della donna richieste di denaro. Il gip ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere, anche perché non vi sono al momento alternative se non il ritorno a casa della madre con cui abita in via Girolamo Marcianò, e che già in passato l’aveva denunciata per i soprusi subiti. Per questo è necessario trovare una soluzione abitativa diversa prima che il suo legale possa presentare istanza di scarcerazione o attenuazione della misura cautelare.

La Piccinonno era stata scarcerata da poco per decorrenza ei termini. Poi, venerdì sera, l’ultima lite degenerata in aggressione. Sul posto è arrivata un’ambulanza del 118. La donna è stata trasportata al pronto soccorso del “Vito Fazzi”. E’ stata in seguito dimessa con una prognosi di quindici giorni per contusioni multiple e infrazione delle ossa nasali. Valentina Piccinonno, invece, è stata arrestata per tentata estorsione e lesioni gravi.

Una nuova imputazione, dunque, che si aggiunge a un quadro già compromesso. Il 29 giugno fu arrestata per una doppia evasione dai domiciliari, ma in una vicenda in cui sono in corso indagini per qualcosa di molto più grave: l’omicidio di Salvatore Maggi, 74enne, gestore di una sala da biliardo di Monteroni di Lecce. Il corpo fu ritrovato primo di vita nelle campagne. La donna, fermata dalla polizia dopo un breve tallonamento, stava guidando proprio l’auto della vittima. Un caso complesso e ancora pieno di interrogativi che potrebbero essere svelati dalla consulenza medico-legale affidata a Roberto Vaglio.

Un anno prima, il 10 giugno del 2014, fu arrestata, dopo un’indagine lampo, dai carabinieri di Monteroni e del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce per il rapimento di una bambina di origini bulgare di soli sei anni da un parco del paese. La donna si era rifugiata nella sua abitazione, sempre quella di via Marcianò. Per quella vicenda era stato implicato, ma poi assolto in primo grado a marzo per non aver commesso il fatto, anche il monteronese Giovanni Giancane.

Per quel rapimento era stata condannata, a novembre, a un anno e otto mesi al termine di un giudizio con rito abbreviato. Una sentenza che aveva suscitato polemiche e che i genitori della piccola avevano ritenuto troppo mite. Di certo, una vicenda dai contorni oscuri, in cui era emersa la pista della ricerca disperata di una maternità, finita in un folle disegno criminale. 

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