"Violentata per anni da mio padre adottivo": denuncia choc e arresto

Manette dei carabinieri per un agricoltore della Grecìa Salentina. La ragazza ha trovato il coraggio di confidare abusi iniziati quand'era minorenne

LECCE – Abusi e violenze, anche a sfondo sessuale, sono stati un segreto indicibile, nascosto in un angolo di cuore ferito, per interminabili anni. Lei era ancora minorenne quando sarebbero iniziate le attenzioni morbose del padre adottivo.

E’ stato soltanto quando ha iniziato a fidarsi dei carabinieri, in particolare del comandante della stazione di Martano, il luogotenente Carlo De Pascalis, confidandosi apertamente, che è venuta a galla una storia puntellata di tormenti quasi quotidiani. E se l’incubo degli abusi tornerà ancora nei sogni, almeno quella ragazza può, da adesso, iniziare a immaginare un avvenire diverso. Il presunto orco, infatti, è finito in manette. Mentre lei, ora, si trova in una struttura protetta.

L'arresto alle prime ore di oggi

L’arresto è scattato alle prime ore del giorno in un comune della Grecìa Salentina, una volta che i militari della stazione dipendente dalla compagnia di Maglie, comandata dal capitano Giorgio Antonielli, hanno messo insieme una serie di tasselli importanti, ricostruendo almeno una parte determinante di una vicenda che potrebbe riservare ulteriori sviluppi. N’è risultato un quadro di tale gravità, da indurre il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un agricoltore 70enne. Pesanti come macigni le accuse: maltrattamenti in famiglia, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia adottiva.

Contestati casi per cinque anni

La vicenda risale a diverso tempo addietro. Violenze e abusi a sfondo sessuale avrebbero avuto luogo tra il 2009 e il 2014, quando la figlia non aveva ancora raggiunto la maggiore età. E sono i casi per i quali si procede oggi. Resta da capire se in seguito vi siano stati altri episodi. Ma una cosa è certa: tutto è rimasto segreto fino a un momento scatenante, più recente.

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Un giorno lei si è rifugata in caserma

Qualche tempo addietro, la ragazza si è rifugiata nella caserma dei carabinieri. Era appena scoppiato un diverbio con il padre adottivo. Lui sarebbe  arrivato a malmenarla. Determinante è stato il fatto che il comandate della stazione sia riuscito a guadagnare la fiducia della ragazza, fino a farsi rivelare come quell’episodio fosse solo il culmine di una lunga serie di abusi. Il pubblico ministero Stefania Mininni ha preso la vicenda di petto e supportato con forza il caso. Trovando così pieno accordo anche nel gip, quando è arrivato il momento di richiedere una misura cautelare. Il 70enne ora si trova nella casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce.

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