Violentata per cinque anni dal padre adottivo? L'arrestato respinge le accuse

Interrogatorio di garanzia in carcere per il 70enne. Dinanzi al giudice l'uomo ha spiegato di essere affetto da gravi patologie

LECCE – Ha respinto ogni accusa l’agricoltore 70enne arrestato nei giorni scorsi con le accuse di maltrattamenti in famiglia, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia adottiva. La vicenda risale al periodo tra il 2009 e il 2014, quando la ragazza non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

Oggi l’uomo, assistito dall’avvocato Dimitry Conte, è comparso dinanzi al gip per l’interrogatorio di garanzia. Al giudice, nel carcere di Borgo San Nicola, dove si trova recluso, ha spiegato di essere affetto da gravi patologie che non gli avrebbero mai consentito di abusare della figlia adottiva, trattata (a suo dire) sempre con affetto. Per questo il suo legale chiederà che sia sottoposto a una consulenza di natura medico legale.

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La storia è emersa quando la presunta vittima ha iniziato a fidarsi dei carabinieri, in particolare del comandante della stazione di Martano, il luogotenente Carlo De Pascalis, confidandosi apertamente. Alcune settimane fa la ragazza si è rifugiata nella caserma dei carabinieri, dopo un diverbio con il padre adottivo. Il pubblico ministero Stefania Mininni ha coordinato le indagini, chiedendo e ottenendo dal gip Cinzia Vergine una misura cautelare.

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