Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Violentava figlie, picchiava moglie: 15 anni di carcere

Un 47enne albanese condannato per un'orrenda storia avvenuta a Lecce e che sarebbe durata per anni. Avrebbe abusato delle figlie fin da quando erano piccole. Agghiacchiante il racconto della maggiore

LECCE - Quindici anni di reclusione per aver violentato la moglie e le due figlie minorenni dal 1994 fino al 2008. L'esemplare condanna è arrivata dal collegio della seconda sezione penale, Presiente Pietro Baffa, a latere Michele Toriello e Pasquale Sansonetti, i quali hanno anche aumentato di un anno la condanna rispetto ai 14 anni chiesti dal pubblico ministero Angela Rotondano.

Il presunto mostro sarebbe un cittadino albanese di 47 anni che proprio nel 94 si era trasferito a Lecce con la sua famiglia, la moglie e le due figlie, che avevano all'epoca dei fatti una 8 anni e l'altra 4. Le indagini, condotte dall'allora vice capo della squadra mobile Antonio Ingrosso, hanno sviscerato un dramma familiare dove la violenza regnava sovrana; la violenza più spietata, una di quelle storie che non si vorrebbero mai sentire. L'uomo era accusato di aver picchiato e violentato la moglie e le due figlie, sin dal compimento dell'ottavo anno di età di queste ultime.

La figlia più grande ha raccontato, durante l'udienza del 16 aprile scorso con le modalità dell'ascolto protetto, tutte le angherie e le vessazioni a cui il padre avrebbe sottoposto lei, la sorella e la madre. La ragazza ha ribadito il clima di intimidazioni ed umiliazioni che si respirava in famiglia. L'uomo era ossessionato dal pensieri che la moglie lo tradisse, e per questo a volte la denudava, anche in presenza delle figlie, per controllare se sugli indumenti intimi della donna ci fossero segni di adulterio.

La moglie lavorava come domestica in alcune abitazioni private, ed il marito non esitava ad entrare e fare scenate di gelosia se nella casa c'era qualcuno di sesso maschile. Inoltre violentava le figlie sostenendo di non essere il padre e che invece le poverette erano solo il frutto delle infedeltà coniugali della moglie. Addirittura in un caso avrebbe abusato di una delle figlie anche quando questa aveva 39 di febbre. Il collegio giudicante ha inoltre disposto il risarcimento danni di 75.000 euro in favore della moglie e 100.000 per ognuna delle figlie, per le quali si era costituto l'avvocato Ivana Quarta.

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