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Violentò la figlia e nacque una bimba: l'uomo arrestato dopo anni

Incastrato dall'analisi del Dna un uomo del basso Salento. Le indagini dei carabinieri si sono svolte fra due province, quelle di Lecce e Brindisi. Il gip Cinzia Vergine ha emesso un'ordinanza su richiesta del pm Stefania Mininni

LECCE – Quasi quindici anni di abusi sessuali, un’interminabile parentesi temporale che s’è aperta nel 1995 e chiusa nel 2010. Una vicenda particolarmente torbida, perché a mettere in atto le violenze è stato il padre, oggi 52enne. E perché dalla relazione incestuosa, nel 2011, è nata persino una bambina.

Per anni, però, l’uomo, residente nel basso Salento, è rimasto impunito. La vittima, 29enne, ha trovato il coraggio di esporsi e denunciare i fatti soltanto il 20 giugno scorso, combattendo con il trauma che deve averla corrosa e rompendo il lungo silenzio anche in virtù della fiducia negli altri finalmente ritrovata, ora che ha un convivente premuroso. E’ stato fondamentale per spronarla, spingerla a fare il grande passo della denuncia. Perché questa, di sicuro, è una storia che non poteva rimanere senza giustizia.  

Si è così messa finalmente in moto una macchina investigativa che andava accesa molto tempo prima. Le indagini sono comunque state relativamente rapide, considerando il lungo lasso di tempo trascorso dai fatti, e inesorabili nel mettere a nudo la verità. Perché c’è un test, quello del Dna, che non mente. Ed è stato l’elemento chiave che ha permesso di far scattare le manette nei confronti dell’uomo.

Una bimba nata da una relazione indicibile

Le accuse sono di violenza sessuale aggravata e continuata e maltrattamenti in famiglia. Le indagini su questa vicenda emersa all’improvviso da un segreto passato, sono state svolte insieme dai carabinieri di due stazioni dipendenti rispettivamente dalle compagnie di Casarano e San Vito dei Normanni. La giovane donna, infatti, ora risiede in provincia di Brindisi. E, una volta ottenuti tutti gli elementi, il giudice per le indagini preliminari Cinzia Vergine, su richiesta del sostituto procuratore Stefania Mininni, ha disposto la misura cautelare in carcere per il padre-padrone.

La bambina nata dalla relazione indicibile, fino a luglio ha convissuto con il padre-nonno in casa di quest’ultimo, in un contesto  socio-familiare di estremo degrado. E la  minore, insieme a un bambino avuto dalla donna da un precedente matrimonio, attualmente si trova presso una casa famiglia in provincia di Brindisi.

La storia è davvero agghiacciante, perché, stando a quanto denunciato, il calvario della donna è incominciato quando era solo una bambina di 7 anni. Da allora, di continuo, fin dopo aver superato la maggiore età, è stata vittima di situazioni raccapriccianti. La decisione di denunciare tutto, per difendere i suoi due figli,  una bimba di 7 anni (nata proprio dalla relazione  incestuosa con il padre),  e un bimbo di 5. Quest’ultimo avuto da un matrimonio con un uomo mai amato, a detta di lei, ma con cui si era sposata soprattutto per sfuggire alla famiglia di origine.

Ma anche il matrimonio era naufragato. Si era scelta un compagno a sua volta violento, con la tendenza a bere e a maltrattarla. Dopo la fine del matrimonio, entrambi i minori erano rimasti a convivere con la famiglia del 52enne. E la donna, che oggi  ha trovato un nuovo compagno,  temendo  che i due bambini potessero essere esposti al rischio di essere sottoposti alle violenze già subite da lei, ha deciso di presentarsi ai carabinieri.

A 15 anni subì anche un aborto

Come primo atto, il Tribunale per i minorenni di Lecce ha disposto l’affidamento dei bimbi a una struttura protetta della provincia di Brindisi. Dal racconto, avvenuto in più sessioni alla presenza anche di uno psicologo, sono emersi episodi di  abusi sessuali del padre nei confronti della figlia, che sarebbero stati perpetrati quasi quotidianamente per  circa 14 anni, persino una gravidanza  incestuosa  all’età di 15 anni interrotta con un aborto presso una struttura pubblica.

La ragazza  ai sanitari fu costretta a riferire - dietro la regia del padre - di aver subito violenza da parte di un terzo. Oltre alle violenze di natura sessuale ha purtroppo dovuto sopportare dal padre anche minacce e violenze di natura fisica, commesse approfittando delle condizioni di inferiorità fisiche e psicologiche della vittima. Una vita da reclusa in casa, al cospetto di un uomo possessivo e perverso, che per anni le ha impedito di avere qualsiasi forma di relazione con l’esterno. Un incubo che tormenterà forse per sempre i sogni della donna, pur lenito dal lavoro investigativo svolto da carabinieri e magistratura e dalla risposta che hanno fornito davanti a una vicenda dai dettagli troppo scabrosi per essere raccontati.

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