Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

"Violenza sessuale e nell'auto c'erano anche le bimbe". Condannato 37enne

Un anno e nove mesi per un 37enne di Tricase, ma con il beneficio della non menzione nel casellario giudiziale. La vicenda è nata da una denuncia della donna. Sarebbe stata bloccata e palpeggiata dentro Nardò. In auto anche le figlie di 3 e 5 anni

LECCE – Lei in un’auto, lui in un’altra. L’avrebbe pedinata, e poi obbligata a fermarsi. Infine, ci sarebbe stato il tête-à-tête, nel veicolo di lei. Un incontro che la donna proprio non avrebbe desiderato. Tanto più che quell’approccio focoso si sarebbe consumato, stando a quanto denunciato, persino alla presenza delle sue figlie, due bimbe all’epoca di 3 e 5 anni, assiepate sul sedile posteriore. E ora, è arrivata la condanna per un 37enne di Tricase. Per violenza sessuale. L’uomo è invece stato assolto per un altro capo d’imputazione, quello di violenza privata.

La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale (presidente Vincenzo Tanisi). Il 37enne di Tricase dovrà scontare un anno e nove mesi. Tuttavia, ha ottenuto il beneficio della non menzione nel casellario giudiziale. Dunque, tale condanna non risulterà ai privati che chiedessero di visionare i precedenti. E’ un beneficio che si accorda a discrezione dei giudici, qualora si tratti della prima condanna e questa non superi i due anni. Ovviamente, nell’arco temporale indicato l’uomo non dovrà commettere reati.

La vicenda è nata da una denuncia presentata dalla donna in Procura. I fatti si sarebbero consumati il 6 luglio del 2011. Quella mattina d’estate, il 37enne avrebbe seguito la presunta vittima, sua conoscente, con la propria auto, fermandola in prossimità di nella piazza centrale di Nardò, entrando nel veicolo di quest’ultima e poi arrivando ad allungare pesantemente le mani, incurante della presenza delle bimbe, con palpeggiamenti su varie parti del corpo.

I difensori dell’uomo, gli avvocati Stefano Luna e Nunzio Dell’Abate, attenderanno ora di conoscere le motivazioni, per poi presentare ricorso, ritenendo innocente il loro assistito. Fra le altre cose, al processo è stata presentata anche la testimonianza del comandante della polizia municipale di Nardò, secondo la quale, il tipo di manovra effettuata, piuttosto repentina, per bloccare l'auto, non sarebbe potuta avvenire senza provocare problemi alla circolazione stradale, in quella particolare e trafficata zona della città e in un orario di punta.      

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