Violenza sessuale sulla ex e pure minacce ai familiari, arrestato stalker

L'uomo, un 37enne, si era asserragliato all'interno e non rispondeva, fingendo forse di essere assente per sfuggire in qualche modo alla cattura. I poliziotti della squadra mobile hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco per aprire la porta e condurlo in questura e poi in carcere

LECCE – Per entrare in casa i poliziotti della squadra mobile hanno anche dovuto richiedere l’intervento dei vigili del fuoco. L’uomo, un 37enne, si era asserragliato all’interno e non rispondeva, fingendo forse di essere assente per sfuggire in qualche modo alla cattura. Gli investigatori non si sono però scoraggiati: erano sicuri che lui era all’interno e alla fine sono riusciti a entrare e a portarlo prima in questura e poi in carcere.

E’ in questo modo che è stata da esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Simona Panzera. L’uomo s’è reso colpevole di violenza sessuale, stalking, violenza e minaccia nei confronti della sua ex convivente, e per di più di minacce, anche telefoniche, e violenza ai danni del padre, della sorella e della madre della donna. Insomma, non avendo accettato la fine della relazione sentimentale, aveva messo in crisi un’intera famiglia.

Stando a quanto scoperto nel corso delle indagini, l’uomo, nonostante la fine della convivenza, avrebbe costretto l’ex convivente, con violenza e minaccia, a subire atti sessuali. Sarebbe anche stata molestata più volte, fino a provocare ansie e timori anche per l’incolumità dei proprio familiari, visto che a loro volta ripetutamente oggetto a loro volta di minacce di morte. In questo modo, avrebbe cercato di non avere ostacoli nel portare avanti una storia che però era ormai a senso unico.

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Ma, come detto, in accordo con l’autorità giudiziaria, i poliziotti hanno dovuto richiedere anche l’intervento dei vigili del fuoco. Il 37enne, nonostante secondo le informazioni acquisite risultasse nel proprio appartamento, non rispondeva, nonostante le insistenti scampanellate alla porta. Una volta fatta irruzione con la forza, davanti alla determinazione degli agenti non ha potuto fare altro che seguirli in ufficio per la stesura degli atti e poi nella casa circondariale.

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