Violenze durante il sonno, a processo il padre adottivo

Disposto oggi il rinvio a giudizio di un 70enne accusato di aver abusato della figlia da quando aveva nove anni, nella maggior parte dei casi, mentre dormiva. A dicembre, la prima udienza

LECCE - Svegliata nel cuore della notte dal peso dell’uomo che avrebbe dovuto farle da padre. L’incubo era questo per una ragazzina (oggi ventenne) e sarebbe iniziato quando aveva solo nove anni: aprire gli occhi e ritrovarsi quelle mani addosso.

E’ questa l’orribile vicenda di cui si discuterà, a partire dal 7 dicembre, nel processo che vedrà imputato il patrigno, un 70enne residente in un comune della Grecìa salentina.

La data della prima udienza è stata fissata nelle scorse ore dal giudice Giovanni Gallo, chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Stefania Mininni, titolare del fascicolo, aperto in seguito alla denuncia della vittima e sfociato nell’arresto dell’uomo, tutt’ora in carcere (su ordinanza firmata dal gip Cinzia Vergine).

Stando all’accusa, gli abusi sarebbero durati per anni: il padre adottivo avrebbe approfittato della piccola soprattutto mentre dormiva, e in una circostanza anche quando perse i sensi e la madre si allontanò per allertare i soccorsi.

Ma la figliastra non sarebbe stata l’unica vittima: sempre con la complicità del sonno, a Santa Cesarea Terme, nell’estate del 2017, l’uomo avrebbe allungato le mani su un’altra bambina di neppure dieci anni.

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Questi gli episodi sui quali saranno chiamati a decidere i giudici della prima sezione penale e rispetto ai quali l’imputato proverà a difendersi, assistito dagli avvocati Francesco Zacheo e Riziero Angeletti. In aula, ci saranno anche le due ragazze che si sono costituite parte civile con gli avvocati Ester Nemola e Francesco Calabro.  

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