Cronaca

Violenze e sevizie su un 15enne, i due arrestati si difendono: "Era uno scherzo"

Interrogatorio per il 15enne e il 17enne accusati di sequestro di persona, tentata estorsione, violenza sessuale e pornografia minorile

LECCE – Uno stupido “scherzo” degenerato in una spirale di violenza. Si sono difesi così i due adolescenti, di 15 e 17 anni, entrambi di Nardò, arrestati lo scorso 6 dicembre per sequestro di persona, tentata estorsione, violenza sessuale e pornografia minorile. I due, assistiti dagli avvocati Massimo Muci, Tommaso Valente e Marcello Risi, sono comparsi dinanzi al gip del Tribunale per i minorenni di Lecce, Aristodemo Ingusci, e al pubblico ministero Imerio Tramis per l’interrogatorio di garanzia. Gli indagati si sono detti profondamente dispiaciuti e costernati, chiedendo scusa alla vittima e a alla sua famiglia.

Il grave episodio risale alla mattinata del 21 novembre scorso. La vittima, un ragazzo di 15 anni, è stato costretto dai suoi aguzzini a seguirli in un bagno pubblico di Nardò. Lì il 15enne ha trascorso venti minuti di inferno, tra maltrattamenti, vessazioni (è stato costretto a gesti di autoerotismo) e botte. Il tutto è stato ripreso da uno smartphone e diffuso ampiamente attraverso WhatsApp. Un comportamento spregevole e vigliacco, al pari dei tanti coetanei che hanno visonato il video e sono rimasti in silenzio. E’ stata la madre di un ragazzo a vedere per caso il video e avvisare la madre della vittima, che si è immediatamente rivolta ai carabinieri.

Le indagini, condotte dai militari della stazione di Nardò (guidati dal luogotenente Giuseppe Serio), hanno consentito in poco tempo di identificare gli autori delle violenze, immortalati da alcune videocamere di sorveglianza poste nella zona. E’ inoltre emerso che il 15enne è stato privato di alcuni indumenti e costretto a pagare per riaverli. Dopo la denuncia uno dei due avrebbe anche minacciato la vittima intimandogli di ritrattare le accuse.

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