Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Violenze sessuali in treno: il cerchio si stringe intorno ad un 20enne

La Procura della Repubblica di Lecce ha chiuso le indagini relative alla vicenda di una donna di 35 anni che per due volte, tra il luglio e il settembre del 2011, avrebbe subito le violenze mentre si recava al lavoro in treno

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati).

 

LECCE - La Procura della Repubblica del capoluogo salentino ha chiuso le indagini su un 20enne della zona di Galatina, relative alla vicenda di una donna di 35 anni che per due volte, tra il luglio e il settembre del 2011, avrebbe subito molestie e violenze mentre si recava al lavoro in treno. Una brutta storia di abusi e terrore che ha visto come sfortunata protagonista la giovane donna. A dare avvio alle indagini la denuncia della presunta vittima, che ha avuto il coraggio di raccontare, ai carabinieri della compagnia di Casarano, la triste vicenda che ha segnato la sua vita.
Nella denuncia la 35enne ha spiegato di aver subito in due occasioni, a luglio e settembre scorso, le violenze di un giovane uomo che dopo averla raggiunta in una carrozza isolata di un treno delle Ferrovie del Sud Est, sulla tratta tra Casarano e Gallipoli, ha cercato di stuprarla. 
Nella prima occasione, il 20enne avrebbe palpeggiato la donna che le sedeva accanto, strattonandola fino a farla cadere per terra, cercando di costringerla a subire un rapporto orale. Poi, l'avrebbe costretta ad assistere mentre si masturbava. I fatti si sarebbero ripetuti due mesi dopo: l'indagato avrebbe attirato la donna in un vagone vuoto dopo averle sottratto il borsello.
Lì si sarebbero ripetute le violenze. In quell'occasione, ancora sotto shock, la vittima ha trovato la forza di chiedere aiuto al capo treno, che ha subito chiamato i soccorsi e ha cercato di identificare il presunto aggressore. Da parte degli inquirenti è iniziata una vera e propria caccia all'uomo, fino a stringere il cerchio intorno al ventenne dell'hinterland i Lecce, per cui l'accusa ipotizzata è di violenza sessuale. L'indagato, assistito dall'avvocato Giusepe Vinci, ha ora venti giorni di tempo per produrre documenti, memorie difensive o per chiedere al pubblico ministero di essere sentito. 
 
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