Cronaca

Viveva segregata in casa e tra i rifiuti, il pm chiede il processo per il marito

E' una storia molto triste quella che arriva da Veglie, dove sotto indagine si trova un 85enne. La consorte sarebbe stata richiusa nell'abitazione, costretta a vivere in una situazione di degrado totale, senza nemmeno poter vedere il proprio medico e la figlia. Ad aprile deciderà il gup

LECCE – Costretta a vivere in condizioni indicibili, praticamente segregata in casa e malnutrita, il corpo ricoperto di piaghe da decubito e fra i suoi stessi escrementi. Questa la condizione in cui sarebbe stata trovata, un paio d'anni or sono, una donna anziana.

E’ una storia molto triste quella che arriva da Veglie, dove sotto indagine si trova il marito 85enne, R.D.M., accusato dalla Procura di Lecce di maltrattamenti in famiglia e abbandono di persona incapace. Il sostituto procuratore Massimiliano Carducci ha chiesto il rinvio a giudizio per l’anziano. Sarà il gup Alcide Maritati, nell’udienza preliminare fissata per prossimo il 2 aprile, a decidere se mandare a processo l’uomo.

Tutto venne a galla il 21 dicembre del 2013. Fu proprio in quei giorni a ridosso del Natale che i carabinieri della stazione locale intervennero per porre fine alla vicenda. La ricostruzione è davvero da palati forti. Stando alle accuse formulate e alle prove raccolte finora, infatti, l’uomo, invece di avere la cura che ci aspetterebbe per la consorte di un’intera esistenza, una donna di un anno più grande di lui e incapace di provvedere a se stessa per le precarie condizioni di salute, l’avrebbe letteralmente rinchiusa nella loro abitazione alla periferia della cittadina, riducendola in uno stato di isolamento totale dal resto del mondo.  

Con l’esterno la donna non avrebbe nemmeno potuto avere rapporti telefonici. Si sarebbe arrivati al punto di impedirle persino di essere visitata dal suo medico curante, affinché le somministrasse il vaccino antinfluenzale. Nemmeno gli altri familiari, e fra questi la figlia 37enne, sarebbero stati in grado di avvicinarsi a quell’abitazione. E quanto sarebbe stato trovato all’interno della casa è difficile da descrivere: rifiuti ovunque e degrado, al punto tale da rappresentare un costante pericolo per l’incolumità dell’anziana.

Nella vicenda a carico dell’uomo parti offese sono sia la moglie, rappresentata da un curatore speciale, l’avvocato Maria Pia Scarciglia, sia la figlia, che si costituirà nell’eventuale processo con l’avvocato Massimo Zecca. L’indagato è difeso dall’avvocato Giovanni Gabellone.           

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