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Un momento della trasmissione di questa mattina.

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"Nessuno ci calpesti". Viviana, che contro i fantasmi ci mette la faccia

Ha 35 anni, è di Zollino. Su Rai Uno ha accettato di raccontare la persecuzione di cui è stata vittima. Per aiutare altri a trovare il coraggio di affrontare gli stalker

Viviana contro i fantasmi ci mette la faccia. Non è una diva di Hollywood, né un’aspirante attrice. Non getta ombre su produttori a stelle e strisce o registi nostrani per molestie sessuali. Non è stata forse nemmeno la prima in assoluto, ma di certo è fra le poche comuni mortali che dopo aver combattuto per smascherare il suo presunto persecutore ed essere riuscita a trascinarlo per il collo in tribunale, ha accettato di raccontare la sua storia senza veli.

L’iter giudiziario è già molto avanti, visti i riscontri. Non voci e anticipazioni, dunque, ma questioni basate su indagini chiuse, e a un passo dall’inizio del processo con un imputato certo.

Se ne sono accorti a “Storie Italiane”, collaudato format mattutino di Rai Uno, che, dopo aver consultato anche fra le cronache del Salento, l’hanno cercata per avere la sua testimonianza, incastonando la sua sgradevole vicenda di vita di una normale cittadina nel più ampio contesto degli attuali scandali che hanno volti e nomi più che noti. Una parentesi interessante, perché ha riportato a una lettura più “terrena” e genuina del fenomeno, senza fossilizzarsi, come sta accadendo da qualche giorno, sul patinato mondo cinematografico. Affascinante, sì, ma così distante dal tatto comune.

Non c’è, dunque, nella storia di Viviana, il sospetto di una ricerca di pubblicità, ma coraggio, orgoglio e dignità nel metterci la faccia. Forse, inconsciamente, l’accettazione di apparire è anche un modo per esorcizzare il dolore. Tu dici di essere un fantasma che mi osserva (così si esprimeva lo stalker), ma sei di carne e ossa proprio come me. Solo che io ho un’anima lacerata e allora, eccomi qui, con il mio volto, la mia voce, la mia verità. Senza paura, perché non credo proprio di avere macchie. Non io.

Fra l’altro, fin quasi all’ultimo, pare che Viviana non abbia mai fiutato l’identità dietro l’ombra che la perseguitava. Secondo le indagini, dovrebbe essere quella di un ormai ex collega di lavoro. Insospettabile, almeno fino a un minuto prima che la polizia postale lo incriminasse. E, si badi bene, la storia è andata avanti per un anno con profili fittizi sui social network. Non è stato semplice ricostruire tutto e subito (qui il fatto di cronaca).

Volendo sempre rimanere garantisti e considerando sacra la presunzione d’innocenza anche di fronte a rilievi tecnici della polizia postale in apparenza inappuntabili, tanto da convincere un magistrato a chiedere un rinvio a giudizio e un giudice ad accordarlo, non si dibatte, qui, tanto la storia di Viviana nel merito, quanto il senso che bisogna dare a questo scatto d’orgoglio e il peso che hanno le parole espresse oggi in diretta.

“Non possiamo permettere a nessuno di calpestarci, di offenderci”. Bene. Vorremmo che fossero un richiamo per tutti, per chiunque si sentisse oppresso e ancora nutrisse dubbi. Fare o no il passo più lungo, davanti allo stalking, alle molestie, alle violenze che azzerano un’esistenza? Donne, soprattutto, e perché no, anche uomini. Si sa: nemmeno i maschi sfuggono ad attenzioni a volte troppo invadenti e morbose.

Nessuno ci calpesti, allora. Lo dice Viviana Muscara di Zollino, 35 anni, un nome e un volto che non godono della stessa notorietà di Asia Argento, al cospetto di un presunto aguzzino che non naviga nell’oro a Hollywood, ma che è a sua volta un altro, perfetto sconosciuto. Storie, per questo, più vicine al sentimento di tutti. Perché è il coraggio di parlare e raccontarsi della nostra vicina di casa, della cugina, dell’amica con cui si va al cinema in comitiva che un giorno, all’improvviso, decide di spezzare le catene della paura che muove al silenzio. Quel silenzio che è fonte di mille angosce e il miglior alleato di tanti fantasmi.

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