Cronaca

Dalla marcia su Lecce un monito alla politica: "Fronte comune, no demagogia"

La partecipata manifestazione in difesa del comparto olivicolo si è conclusa in piazza Sant'Oronzo. Sono nove le richieste principali:dallo sblocco delle risorse dal Patto di stabilità all'affidamento diretto alle aziende agricole delle azioni di contrasto al batterio

Il Sedile ripreso dalla piazza affollata.

LECCE – La marcia su Lecce del comitato spontaneo “Voce dell’ulivo” si è conclusa, come previsto, in piazza Sant’Oronzo. Ai piedi del Sedile si sono susseguiti alcuni brevi interventi, tra i ringraziamenti alle forze dell’ordine e quelli alla città ospitante.

Le testimonianze

Comun denominatore una certa insofferenza per il dibattito politico in corso sulla questione Xylella fastidiosa. Giovanni Melcarne, uno degli esponenti del comitato, ha invitato i presenti, rivolgendosi in particolare agli agricoltori e ai produttori di “diffidare delle strumentalizzazioni di chi gira il Salento per campagna elettorale” e di chi propone “rimedi da stregoni tipici del più oscuro medioevo” e ha assicurato che si è disposti a marciare fino a Roma per rivendicare le proprie ragioni.

Daniela Specolizzi, imprenditrice di Ugento, ha sottolineato come il problema che sta investendo le campagne del Salento riguardi l’intera comunità provinciale, con ricadute dirette su altri settori trainanti come il turismo: “Pensate – ha ammonito – a cosa sarebbero masserie e agriturismi  senza gli ulivi”. Perentoria l’esortazione al mondo politico e istituzionale ad una presa di posizione comune, “senza bandiere”. Non è mancata una frecciata polemica a chi siede nell’Europarlamento e che per il momento non ha proferito parola: tra il pubblico i rappresentanti di Forza Italia prendono nota e sicuramente non mancheranno di riferire a Raffaele Fitto.

Matteo Congedi e Federico Manni sono due giovani che si sono prodigati per mettere in contatto le varie comunità, in particolare quelle del basso Salento e del Capo di Leuca. Il primo ha raccontato di aver sentito, una volta terminati gli studi universitari, il “dovere morale” di proseguire l’attività familiare proseguita attraverso quattro generazioni e di aver fatto importanti investimenti nella sua azienda: “Abbiamo il diritto di restare qui a vivere dignitosamente” ha esclamato, tra gli applausi.

manifestazione_comitato-2Si comprende come una delle preoccupazioni principali riguardi l’utilizzo dei fondi a disposizione del commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti: circa 14 milioni di euro tra contributi ministeriali, regionali e di protezione civile: “Ogni centesimo deve essere speso sul territorio e per il territorio”, ha avvisato Congedi per il quale “le buone pratiche agronomiche e la ricerca” delle strategie migliori per un contrasto ecosostenibile al batterio sono importanti “ma non sufficienti”.

Manni, dal canto suo, ha invitato le istituzioni a trasformare l’intera regione in un laboratorio a cielo aperto, affidandosi “ai ricercatori pugliesi che sono la nostra unica certezza”. Il giro di interventi è stato concluso da chi lo aveva iniziato, cioè da Melcarne che ha stigmatizzato l’assenza della stragrande maggioranza dei sindaci della provincia di Lecce. Oggi erano presenti i rappresentanti di una ventina circa di amministrazioni del territorio e sei gonfaloni – di Melissano, Taviano, Tiggiano, Ugento, Parabita e Racale – aprivano il corteo.

Le richieste

Sono nove i punti all’ordine del giorno del comitato spontaneo “voce dell’ulivo”: riconoscimento dello stato  di calamità e sgravi alle imprese del settore; consolidamento finanziario delle aziende agricole e di trasformazione; misure a superficie per rendere subito applicabili le linee guida; consulenza qualificata agli agricoltori per la lotta al disseccamento dell’olivo; affidamento diretto alle aziende agricole delle azioni per contrastare il batterio; assegnazione alla Regione Puglia della dotazione nazionale dei diritti di reimpianto; sblocco delle risorse dal Patto di stabilità degli enti locali da destinare al contenimento della malattia; rimodulazione delle risorse residuali del Patto territoriale dell’agricoltura per finanziare la ricerca; protagonismo del sistema di ricerca pugliese al fine di superare il divieto di reimpianto degli ulivi. 

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