Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

“Pusher per conseguire il diploma da pizzaiolo”. Giudice accoglie tesi dalla difesa

Un 23enne originario di Squinzano nel gennaio scorso è stato arrestato dai carabinieri a Modugno: aveva acquistato 2 chili di marijuana per 700 euro. L'accusa ha chiesto 3 anni di detenzione, ma la sentenza ne ha comminati due, pena sospesa

La marijuana sequestrata a Modugno.

LECCE – Si è conclusa con una condanna a due anni (pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale) la disavventura giudiziaria di Alessio Elia, il 23enne originario di Squinzano, ma residente da qualche tempo a Monteroni di Lecce, arrestato a gennaio scorso a Modugno con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane salentino aveva lasciato il carcere al termine dell’udienza di convalida che si era svolta dinanzi al gip Giovanni Gallo. Il giudice, dopo aver raccolto la piena confessione del 23enne e in virtù della mancanza di precedenti, aveva disposto la modifica della custodia cautelare in carcere con quella dei domiciliari.

Nel corso dell’interrogatorio, Elia, assistito dagli avvocati Alexia Pinto e Alessandro Costantini Dal Sant, aveva spiegato di aver agito perché spinto dalle difficoltà economiche, procurandosi gli oltre due chili di marijuana trovati all’interno di un trolley in un monolocale di Modugno, dove per alcune settimane aveva abitato con la sua compagna. I carabinieri, probabilmente in base a una segnalazione, avevano perquisito l’appartamento, trovando il prezioso carico nascosto all’interno di una valigia.

Dopo un’infanzia difficile, il 23enne stava cercando di reperire le risorse per conseguire un diploma professionale e intraprendere la carriera di pizzaiolo. La droga sarebbe stata acquistata per 700 euro e poi rivenduta a prezzo maggiore. Nel giudizio abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Bari Marco Galesi, il pubblico ministero Domenico Minardi ha chiesto per l’imputato una condanna a 3 anni di carcere, senza che fossero concesse le attenuanti. Il gup, invece, sposando in pieno la tesi difensiva, ha condannato Elia a due anni, con sospensione della pena.

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