Volo Brindisi-Bologna: dal 1° settembre Myair lascia

La nota compagnia low cost interrompe dal primo settembre il volo di linea nazionale. Forse riprenderà alla fine dell'anno ma intanto un altro importante collegamento dal Salento al Nord Italia salta

Attacchiamo con quattro righe inviateci da un lettore di LeccePrima. Che scrive: "Volevo segnalarvi che dalla fine di settembre, il volo Brindisi - Bologna della Myair verrà soppresso, alla faccia del Grande Salento. La rotta era molto utilizzata non solo dai bolognesi ma anche da chi proviene dalla Toscana orientale e da tutta l'Emilia Romagna. Senza contare la folta "rappresentanza" di salentini che vivino a Bologna e provincia. E i nostri politici sono silenti… Grazie".

Si sbaglia, il nostro lettore. I tre voli settimanali della compagnia di volo low cost Myair cesseranno le partenze dal "Papola-Casale" di Brindisi alla volta dell'aeroporto del capoluogo emiliano molto prima, dal prossimo 1° settembre. "Saltano" i sei voli settimanali di lunedì, mercoledì e venerdì (partenze ore 9.05 e 10.35), compresa la partenza dal "Guglielmo Marconi" di Bologna delle 11 per Brindisi. Questa l'amara novità, almeno fino a dicembre, quando la prevedibile impennata di richiesta di voli potrebbe indurre la compagnia aerea a cambiare idea con il ripristino degli scali.

Perché il punto è proprio questo: le compagnie aree low cost, che rispetto alle compagnie di bandiera offrono prezzi assai concorrenziali, possono garantire i voli, soprattutto quelli nazionali, fino a quando trovano convenienza col numero delle prenotazioni. In altre parole, fino a quando la mole di passeggeri garantisce introiti e non perdite. E va da sé che i guadagni sono assicurati durante i periodi in cui solitamente si viaggia di più, nella stagione estiva e alla fine dell'anno. Nei lassi di tempo cosiddetti "morti", le compagnie aeree a basso costo non avrebbero più convenienza a coprire gli stessi percorsi solo per soddisfare le richieste dei pendolari o dei pochi viaggiatori occasionali.

Non solo. Sarebbero gli enti locali, Regioni, Province o associazioni come Confindustria a impegnarsi economicamente per sostenere le compagnie low cost purché queste garantiscano la continuità dei voli tra lembi d'Italia come il Salento (chiamatelo Grande se vi va) e il resto della nazione. Parliamo sempre di voli nazionali, appunto, che è una questione specifica della problematica inerente alla piaga dei trasporti verso il Sud. Ma se gli "aiuti" venissero a mancare allora le compagnie low cost non potrebbero più sopportare perdite.
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E allora, se gli indicatori dicono questo, che senso avrebbe parlare di un altro scalo, Galtina, per esempio, distante appena una cinquantina di chilometri da Brindisi? "E' un problema oggettivo, asserisce il consigliere di maggioranza di un piccolo paese della provincia di Lecce, Corigliano d'Otranto, Piero Campa - Comune che vorrebbe aderire all'iniziativa promossa dal sindaco di Galatina Sandra Antonica, un tavolo di concertazione permanente sull'apertura dello scalo militare ai charter (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=9716). " Nel consiglio comunale di domani sera - spiega Campa - pur facendo parte della maggioranza dirò no al progetto sull'aeroporto di Galatina, perché, a mio modo di vedere le cose, avremmo gli stessi problemi che i voli low cost hanno con Brindisi in particolari periodi dell'anno, quando insomma si viaggia di meno. D'altronde, rispetto ad altre regioni del Sud, vedi Calabria e Sicilia, dalla Puglia raggiungere Roma o Bologna con l'auto non è che sia poi una grande impresa. Sia per un discorso economico - aggiunge il consigliere comunale - che di mentalità: la maggior parte di salentini viaggia in treno o al massimo in auto e l'aereo resta come scelta di viaggio ai margini. Mi chiedo pertanto a cosa serve un altro aeroporto nel Salento quando a Brindisi ne abbiamo già uno e che deve vedersela con la concorrenza dei voli offerta dallo scalo di Bari".

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