Sabato, 20 Luglio 2024
Da verificare se si tratta di codici criminali / Novoli

Volti e messaggi Scu affissi su quattro manifesti: indagini in corso nelle campagne di Novoli

Dopo le segnalazioni i carabinieri e la procura stanno cercando di fare chiarezza su uno strano episodio: ritrovati alcuni volantini raffiguranti i volti di Politi e Perrone e dei messaggi di richiamo ai valori contrapposti “dell’onore e dell’infamia"

NOVOLI - Sono già stati avviati gli approfondimenti investigativi da parte dei carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo dei carabinieri della compagnia di Lecce e della stazione locale dopo la segnalazione del ritrovamento di almeno quattro manifesti affissi su una cabina elettrica, in una zona di campagna, lungo la provinciale tra Novoli e Lecce.

L’episodio è alquanto controverso, e tanto i militari dell’arma, quanto la procura informata sul fatto vuole vederci chiaro per comprendere la natura e il contesto dei messaggi contenuti nei quattro fogli formato A4, di quelli comunemente utilizzati per la stampa dei documenti, sui quali sono raffigurati i volti di due noti personaggi, figure ritenute, anche dalla Direzione distrettuale antimafia e in particolare ribadite dopo gli esiti investigativi dell’operazione “Labirinto”, di vertice negli ambiti criminali della Scu salentina. 

Si tratta dei volti stampati, una accanto all’altro, di Saulle Politi, legato al clan Tornese e attualmente detenuto, e di quello di Fabio Perrone, detto “Triglietta”, vicino al clan De Tommasi, ergastolano e noto alle cronache anche per la rocambolesca evasione di qualche anno addietro durante una visita presso l’ospedale Vito Fazzi.

Sui quattro manifesti, oltre alle fotografie dei due personaggi, sono state impresse anche delle frasi e dei messaggi che rimandano al rispetto di alcune regole legati al codice interno al sodalizio locale mettendo a raffronto “l’onore” e “l’infamia”.

Quanto il contenuto dei volantini sia riconducibile effettivamente a vicende che riguardano da vicino i due soggetti raffigurati o se, in senso più largo, faccia riferimento più in generale ad altro tipo di messaggio indirizzato a qualcuno, sarà compito delle forze inquirenti e investigative decifrarlo in maniera chiara.

Sui biglietti, ora rimossi e acquisiti dall’autorità giudiziaria, si leggevano anche frasi del tipo: “Nelle regole della mafia non è riconosciuto il manto verso l’infamità”. E poi a seguire, in basso: “Dignità e onore non si comprano. Non dimenticatelo mai!”. Vista l’integrità di scritte e dei fogli, non sembra che gli stessi siano stati affissi in quel luogo da tantissimo tempo. E anche sulla location si cercano elementi utili a capire se si sia trattato di un luogo significativo o scelto solo casualmente.

Il riferimento al fatto potrebbe ricondursi ad alcune frizioni che pur in passato erano emerse evidenti tra i due clan che per molto tempo avevano operato in stretta sinergia. In particolare quella di Politi era stata considerata dagli inquirenti una vera ascesa criminale, che aveva però subito uno stop agli inizi degli anni Novanta, dopo aver denunciato proprio Fabio Perrone, che lo aveva ferito con un colpo di pistola al volto. Politi aveva poi ottenuto, come si dice in gergo criminale, un “manto di carità”, ed era stato perdonato ed era rientrato nei ranghi, prima che le operazioni delle forze dell’ordine ne decretassero i rispettivi arresti.              

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