Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Voragini e crolli, il maltempo divora le coste. "E' collasso"

Non si esauriscono i danni causati dal maltempo. A Casalabate, la violenza delle onde ha provocato una voragine sul litorale. A Frigole, un albero ha bloccato il transito. "Ora lo stato di calamità", urlano i politici locali

La voragine che s'è aperta a Casalabate (foto LeccePrima, tutti i diritti riservati).

CASALABATE (Trepuzzi) - Casalabate, fortunatamente, non è Atlantide. Quanto meno, così si auspica. Nessuna  catastrofe ne ha cancellato il borgo marino per sempre, come invece avvenne nel mito che ha avvolto la leggendaria città ma, questa mattina, con un vento che ha soffiato impietoso da Nord, poco ci è mancato. Sul lungomare, poco distante dalla piazza principale della marina, la furia del mare ha ingoiato parte del marciapiede, creando una voragine,  profonda oltre un metro e larga circa due.

Oltre al manto stradale, le acque increspate, inquietanti, hanno colpito le vie a ridosso del litorale, assieme a frammenti di guard-rail,  che hanno ceduto, piegati dalla violenza cieca di un Nettuno risentito. Neppure alcuni  pali dell'energia elettrica, sono stati risparmiati al sacrifico, divelti dalla  veemenza delle raffiche di Maestrale. Indispensabile, a quel punto, l'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Campi Salentina, coordinati dal comando provinciale, che hanno lavorato incessantemente per ripristinare la normalità.

Nella vicina marina di Frigole, non è andata diversamente. Non solo i disagi provocati dalla mareggiata, ma anche un enorme albero che, cedendo sull'asfalto,  senza fortunatamente arrecare danni alle case vicine, ha costretto gli agenti di polizia municipale di Lecce, a bloccare il transito lungo tutto il tratto statale. Il grande tronco, infatti, cadendo trasversalmente sulla via, ha occupato la carreggiata, impedendo il passaggio a qualunque mezzo. A finire nella demolitrice macchina meteorologica,  anche numerosi pannelli solari, impiantati su tutto il territorio leccese, i pannelli pubblicitari sulle strade statali e diversi cassonetti che hanno "viaggiato" per centinaia di metri, sospinti dal vento.

Dopo un dibattito "lungo" un intero autunno, sui danni causati dall'erosione costiera, che ha visto i toni accendersi tra  i sindacati, i proprietari degli stabilimenti balneari e gli esperti del settore, si susseguono, intanto, le richieste di intervento da parte degli esponenti politici. Far fronte alla calamità che ha colto la cittadinanza salentina piuttosto impreparata, è la priorità sollevata dagli schieramenti di tutte le parti politiche. Rocco Palese, capogruppo regionale del Pdl, ha invocato l'interessamento urgente del governatore Vendola. "Chieda, di corsa, lo stato di calamità naturale, e  l'intervento del Governo nazionale, vista la grave emergenza maltempo che sta colpendo la Puglia. Dovrebbe inoltre chiedere che il Consiglio dei ministri, emetta un'ordinanza con cui stanziare fondi nazionali di Protezione civile".

Anche Antonio Rotundo, ha fatto sapere, a nome di tutto il Pd, che "dichiarare lo stato di calamità naturale è fondamentale per salvare l'economia delle marine leccesi. " Chiediamo a tutte le istituzioni competenti, a partire dal Comune di Lecce e dalla Regione Puglia, di attivarsi al più presto, per tutelare cittadini e imprese che da questa devastazione rischiano sia di rimanere gravemente penalizzati nell'immediato che, eventualità assolutamente da scongiurare, vedere pregiudicata anche la prossima stagione turistica".

Sulla stessa lunghezza d’onda, il presidente del gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro ed il capogruppo Udc al Comune di Lecce, Wojtek Pankiewicz. “Il maltempo che ha creato danni e disagi in tutto il Salento. Particolarmente colpita risulta la costa dove le mareggiate hanno portato via parti di arenile e distrutto stabilimenti balneari. Il presidente Vendola si attivi presso il governo nazionale perché venga dichiarato lo stato di calamità naturale”, chiedono a gran voce.

"Il maltempo – sottolineano i due esponenti Udc – ha colpito duramente le marine sia della costa ionica che del litorale adriatico: da Porto Cesareo a Gallipoli e da San Cataldo a Torre Chianca fino a Otranto dove il mare ha oltrepassato le dune raggiungendo anche le strutture balneari, mettendo in ginocchio la già provata imprenditoria del settore. Fra l’altro, secondo notizie di cronaca, non sarebbero stati emanati dispacci sull’allerta meteo. Difficile in questo momento fare una prima stima dei danni, ma se non ci saranno interventi urgenti e decisi il rischio è di vedere compromessa la prossima stagione turistica, con gravi ripercussioni su tutto il comparto”.

Ad Otranto, il forte vento continua a spirare, dopo una notte dove le folate di aria gelida non hanno risparmiato il territorio. Su tutto il litorale, hanno flagellato le coste con danni a lidi e la costante riproposizione del problema erosivo. Al porto, qualche imbarcazione si è staccata dai pontili ed una, lunga circa 4 metri a motore (che i ben informati dicono appartenga al padre della cantante salentina, Alessandro Amoroso), è affondata. Nell’area laterale alla locale sede della Capitaneria di porto, invece, le onde frantumatesi sugli scogli hanno staccato pezzi di roccia e lastre di asfalto, riversate sul ciglio opposto della strada per tutto il tratto di via Martire Schito. Fermo da ormai diversi giorni, anche per via delle condizioni climatiche non agevoli, il cantiere della Kater I Rades.

Colpiti dalle raffiche anche i pali segnaletici di piazza Alcide De Gasperi, recintati questa mattina dai vigili urbani. Precaria la situazione nei lidi cittadini, dove l’acqua e le onde arrivano fin sotto le strutture come Miramare e l’ex Camillo, trasportando dovunque materiale di risulta. Problemi registrati in diverse aree anche per quel che riguarda le comunicazioni, con riferimento alle connessioni internet e ai wi-fi.

Intanto, in queste ore, circa 350 tecnici dell'Enel sono impegnati in più parti della Puglia per ripristinare l'energia elettrica che, a causa dei danni provocati dal maltempo, è venuta a mancare in diverse zone, fra cui le province di Lecce, Brindisi, Taranto e Foggia. “Pioggia, grandine e forte vento hanno provocato la rottura di diversi conduttori e la caduta di alberi sulle linee elettriche”, spiega una nota dell’Enel. Finora l’energia è tornata in migliaia di case, ma “si continua a lavorare per far fronte ai danni. I lavori dovrebbero concludersi, situazione meteorologica permettendo, in tarda serata”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Voragini e crolli, il maltempo divora le coste. "E' collasso"

LeccePrima è in caricamento