Cronaca Gallipoli

Voragine chiusa, acquedotto e metano sotto accusa

Ancora tre palazzine ispezionate dai tecnici e considerate idonee ad accogliere altre famiglie di sfollati. Barba: "Il rientro entro Pasqua". E il Consiglio preme per la verifica nel centro storico

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I lavori di riempimento della voragine di via Firenze sono ormai completati, mentre continuano le ispezioni da parte dei tecnici incaricati dall'amministrazione comunale di verificare le condizioni di staticità delle palazzine ricadenti nella zona ed evacuate in seguito ai crolli della scorsa settimana. Torna il sereno a Gallipoli, ma il lavoro di messa insicurezza e le indagini sul sottosuolo della cittadina ionica sono solo all'inizio. E sotto accusa finiscono i lavori della rete idrica e per la rete di metanizzazione che avrebbero eroso la struttura portante delle cave a campana come sono quelle dove sorgono i palazzi di via Firenze. Queste le prime ipotesi di cause ed eventuali "responsabilità" evidenziate dalla relazione della Commissione urbanistica comunale e illustrate questa mattina nel corso del Consiglio comunale ad hoc che si è svolto a Palazzo Balsamo. Acquedotto e ditta incaricata dei lavori di metanizzazione sul banco degli imputati dunque, per alcuni interventi definiti in sede di discussione "sconsiderati".

Ma sulla causa dei crolli è stato anche evidenziato come quelle cave ipogee insistono su uno strato argilloso che in tutti questi anni, con le infiltrazioni dell'acqua piovana, avrebbe perso la sua natura rocciosa. Ma il tempo per rintracciare eventuali responsabilità si troverà in seguito (e c'è già la Procura si muove in questa direzione). La priorità come ha spiegato il sindaco Barba è stata la scelta di ripristinare lo stato dei luoghi e la messa insicurezza della zona con la chiusura in primo luogo del cratere con pietrame e calcestruzzo. Intervento che in sede di Consiglio comunale è stato "apprezzato" anche da parte del portavoce dell'opposizione Flavio Fasano. Nessuna polemica politica dunque, la seduta dell'assise si è svolta in un clima del tutto costruttivo e collaborativo da entrambi gli schieramenti politici cittadini, e che si è aperta con un minuto di raccoglimento in memoria di Cosima Alemanno, l'anziana morta nei giorni successivi all'evacuazione dalla sua abitazione. All'unanimità si è riconosciuta la necessità di procedere ad una verifica complessiva dell'agibilità statica degli edifici di via Firenze e via Galatina e ad una sempre più urgente mappatura geologica del territorio comunale. A partire dal centro storico altra zona definita "potenzialmente" a rischio.

Intanto altre tre palazzine ispezionate dalla Commissione organizzativa comunale e dai tecnici sono state considerata staticamente in buone condizioni e pronte ad ospitare un'altra frangia delle famiglie sfollate nei giorni scorsi. Così, mentre l'Acquedotto e l'Enel stanno provvedendo al ripristino rispettivamente della rete idrica ed elettrica, i tecnici col georadar continuano a visionare le due abitazioni che hanno subito le lesioni dopo il cedimento del terreno. Dopo le cinque famiglie residenti al civico 20 di via Galatina che hanno potuto fare il loro rientro in casa in seguito all'ok da parte del Comune, almeno altre 15 famiglie sono in attesa di fare altrettanto non appena il sindaco avrà nelle mani le "rassicurazioni" delle indagini e delle relazioni tecniche. Barba è sempre ottimista: "Entro Pasqua altre famiglie torneranno nelle loro case".

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