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L'ufficio postale di via Marcianò.

L'ufficio postale di via Marcianò.

"Vorrei una carta": ladri d'identità smascherati due volte in pochi giorni

La polizia sulle tracce di soggetti che si sono presentati con documenti falsificati di reali correntisti della Mps di via Verdi e dell'ufficio postale di via Marcianò

LECCE – A Lecce i casi sono stati almeno due nel giro di poche settimane. L’ultimo è proprio recente, risale a un paio di mattine addietro. E non è improbabile che i ladri d’identità ci abbiano provato anche altrove, magari in provincia. Se poi la truffa fosse andata in porto, sarebbe l’aspetto più inquietante: qualcuno potrebbe averci rimesso un po’ di soldi, magari senza ancora essersene accorto.

Salvati dalla conoscenza diretta

A salvare un paio di correntisti dal saccheggio di parte dei propri risparmi, ci hanno pensato i dipendenti di una banca e di un ufficio postale. Come dire: va bene i conti online e tutte le opzioni possibili, ma alla fine il rapporto diretto è ancora un valore importante. In casi come questi, addirittura salvifico.

Sì, perché per ben due volte la truffa probabilmente si sarebbe consumata se non si fosse messo di mezzo personale che, avendo conoscenza delle ignare vittime, ha notato bene come i soggetti presentatisi agli sportelli fossero perfetti impostori: non corrispondevano affatto alle persone a loro note. E sono partite le chiamate alla polizia. Peccato solo che i soggetti in questione abbiano fiutato guai in arrivo e se la siano svignata. Al primo accenno di intoppo, condito magari da qualche occhiata sospetta, devono aver percepito aria di tempesta.   

Il caso della banca

L’ultimo episodio, quello più fresco, è avvenuto nel pieno centro di Lecce, nella filiale della Monte dei Paschi di Siena di via Verdi, proprio di fronte all’anfiteatro romano. Qui s’è presentato un uomo distinto, sulla sessantina, in giacca, con i capelli bianchi e un pizzetto ben curato in volto. Ha chiesto di fare un’operazione, esibendo un documento. In particolare, sembra che volesse un’altra carta bancomat del “suo” conto corrente.

Sul database della banca i dati e il conto corrente coincidevano. Tutto in regola? Non proprio. La vicedirettrice si è accorta che il soggetto nella foto del documento esibito non coincideva con il correntista della filiale, persona che conosce. Ma all’arrivo della polizia l’uomo si era già dileguato.

Il caso dell'ufficio postale

20170427_115040-3Identica vicenda è avvenuta qualche giorno prima presso l’ufficio postale di via Girolamo Marcianò, nel quartiere Rudiae. A cambiare, solo l’attore. Qui s’è presentato un uomo molto più giovane, in apparenza sui 30 anni. Per il resto, copione simile: i dati sul documento collimavano con quelli nel database dei correntisi censiti. Ma anche qui, qualcuno doveva conoscere il reale utente.

Insomma, la foto apposta non era riconducibile al vero cliente dell’ufficio e anche in questo caso il furfante (che aveva appena richiesto una carta postepay) ha tagliato la corda prima che arrivasse la polizia.

Tentativi di truffe simili non sono nuovi. Ma la sensazione è che in giro vi possa essere una banda che in qualche modo riesce a scannerizzare i documenti di ignare persone, falsificandoli e assumendone l’identità. Documenti che, per inciso, non risultano denunciati per furto o smarrimento.

E non mancano truffe più classiche

Non mancano mai all'appello, poi - ovviamente - le truffe diventate ormai repertorio classico, in cui la carta non è l'oggetto del desiderio, ma uno dei veicoli del raggiro. Come quella subita da un uomo di Uggiano La Chiesa, che ha presentato denuncia ed è stato in qualche modo ripagato grazie alle indagini dei carabinieri della stazione di Otranto, che hanno deferito alla procura leccese T.F., 41enne di Reggio Emilia.

Il reggiano, che si è avvalso della complicità di qualcuno al momento però non identificato, ha posto in vendita un trinciaerba usato sul sito Subito.it, riuscendo a farsi accreditare dalla vittima 190 euro sulla sua carta postepay. Inutile dire che l'oggetto acquistato (probabilmente inesistente) non gli è mai arrivati. Occhi bene aperti, allora.   

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