Voti gonfiati sul registro di classe: indagati sette studenti

Nei guai sono finiti alcuni studenti di un liceo scientifico di Lecce. Sono accusati di aver utilizzato, nell’anno 2017-2018, l’account dei docenti per entrare nel sistema elettronico e alterare i risultati delle prove

LECCE - L’esame più importante dovranno sostenerlo davanti alla magistratura, i sette studenti di un liceo scientifico di Lecce accusati di essersi introdotti abusivamente nel registro di classe elettronico gonfiando i propri voti e quelli di alcuni compagni di classe. Emerse le anomalie, i loro nomi, alla fine, sono stati inseriti in un altro registro, quello degli indagati, aperto dal pubblico ministero presso la Procura per i minorenni Anna Carbonara, sotto la cui lente sono finiti gli esiti di alcune prove sostenute dai ragazzi, sedicenni all’epoca dei fatti e oggi maggiorenni.

Stando alle carte dell’inchiesta, le variazioni accertate, compiute tra il mese di dicembre 2017 e il mese di maggio del 2018, sarebbero state di poco superiori (da 0,5 a un massimo di due punteggi) al voto realmente conseguito all’esito di prove scritte e orali di diverse materie, probabilmente proprio per non destare sospetti tra i docenti. Ed è emerso pure che alcuni studenti, utilizzando l’account del professore, si sarebbero introdotti nel registro per modificare anche risultati già sufficienti e in certi casi persino eccellenti, trasformando per esempio un 9 in un 9 e mezzo. Alcuni di loro, ascoltati durante le indagini dal pm, hanno confessato, altri invece hanno negato le accuse.

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Ora che è stato notificato l’avviso di conclusione dell’inchiesta, tutti e sette gli allievi hanno venti giorni di tempo per prepararsi alla difesa, per esempio producendo memorie o chiedendo di essere interrogati, attraverso i loro avvocati Luigi e Roberto Rella, Mauro Cramis, Antonia De Pandis, Francesca Manta, Umberto Leo, Angelo Vetrugno, Stefania Mangiulli e Ilario Manco.

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