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Voti gonfiati sul registro di classe: sette liceali rischiano il processo

Per l’accusa, gli studenti avrebbero utilizzato, nell’anno 2017-2018, l’account dei docenti per entrare nel sistema elettronico e alterare i risultati delle prove. La loro sorte si conoscerà il 27 maggio

LECCE - Dal banco di scuola a quello degli imputati, è qui siederanno sette studenti di un liceo scientifico di Lecce accusati di aver alterato i voti sul registro di classe elettronico per sé e per alcuni compagni di classe.

Il prossimo 27 maggio, dovranno presentarsi davanti al giudice del tribunale dei minorenni Aristodemo Ingusci per l’udienza preliminare finalizzata a discutere la richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla procuratrice Simona Filoni.

I reati per i quali i liceali rischiano il processo restano quelli già messi nero su bianco nell’avviso di conclusione delle indagini notificato nei mesi scorsi: accesso abusivo a un sistema informatico o telematico e falsità.

Stando agli accertamenti della magistratura, tra il mese di dicembre 2017 e il mese di maggio del 2018, gli allievi (sedicenni all’epoca dei fatti e oggi maggiorenni) avrebbero dato prova delle loro capacità informatiche: utilizzando l’account del professore, si sarebbero introdotti nel registro, in alcuni casi per modificare insufficienze, in altri, anche risultati già discreti e in altri ancora persino eccellenti, trasformando per esempio un 9 in un 9 e mezzo.

Le variazioni sarebbero state di poco superiori (da 0,5 a un massimo di due punteggi) al voto realmente conseguito all’esito di prove scritte e orali di diverse materie (soprattutto fisica, matematica e storia) forse proprio per non far insospettire i docenti.

Ma questo non è bastato a passare inosservati e, rilevate le anomalie, è scattata l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Anna Carbonara.

A difendere i sette studenti, ci penseranno gli avvocati Luigi e Roberto Rella, Mauro Cramis, Antonia De Pandis, Francesca Manta, Umberto Leo, Angelo Vetrugno, Stefania Mangiulli e Ilario Manco.

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