Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Vulnerabilità sismica ospedali: il Consiglio di Stato boccia l'Asl di Lecce

Dopo il Tar e la pronuncia della Corte di giustizia di Lussemburgo, anche i giudici romani respingono con propria sentenza l'affidamento da parte dell'azienda sanitaria al dipartimento di ingegneria dell'Università del Salento

LECCE - Dopo il Tar di Lecce e dopo la pronuncia della Corte di Giustizia di Lussemburgo, è ora il Consiglio di Stato a bocciare l’affidamento da parte della Asl di Lecce all’Università del Salento della verifica di vulnerabilità sismica. Oggetto di quell’affidamento era la verifica di tutti gli edifici ospedalieri; l’azienda sanitaria aveva ritenuto di poterli affidare direttamente al Dipartimento di Ingegneria dell’Università perché quella indagine implicava elevate ed innovative conoscenze e rientrava quindi nel campo della ricerca scientifica, proprio del mondo accademico.

Era questo il fondamentale presupposto per l’affidamento diretto così escludendo i Tecnici iscritti agli Albi degli Ingegneri ed Architetti. Da qui l’iniziativa giudiziaria dell’ordine degli ingegneri di Lecce, difeso dall’avvocato Pietro Quinto e del Consiglio Nazionale dell’Ordine difeso dallo stesso Quinto e dall’avvocato Gianluigi Pellegrino. Altro ricorso veniva proposto dall’Ordine degli Architetti.

Già il Tar, nel 2010, aveva annullato l’affidamento diretto perché si trattava di un appalto di servizi che avrebbe dovuto seguire le procedure dell’evidenza pubblica alla quale ben potevano partecipare i tecnici liberi professionisti. Sia l’Università che l'Asl hanno fatto appello al Consiglio di Stato, il quale decideva di porre una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea con sede a Lussemburgo; innanzi alla grande corte, chiamata per la prima volta a pronunciarsi su una questione di estrema rilevanza e innanzi alla quale intervenivano altri Stati come la Svezia, la Repubblica ceca e la Polonia, l’avvocato Quinto sosteneva le ragioni del consiglio nazionale degli ingegneri e la incompatibilità di un accordo tra pubbliche amministrazioni in violazione della normativa comunitaria sugli appalti.

La Corte si pronunciava fissando alcuni punti fermi, dei quali ora il Consiglio di Stato ha tenuto conto ai fini della decisione. Secondo i giudici romani, la Asl non poteva affidare l’incarico all’Università perché si era in presenza di un vero e proprio contratto con uno scambio di prestazioni tra due enti. Il contratto concluso tra le due amministrazioni – secondo il Consiglio di Stato - non conteneva una disciplina di attività comuni, ma vedeva da un lato l’Università offrire prestazioni di ricerca e consulenza pienamente rientranti in contratti di appalto pubblico di servizi e dall’altro lato la Asl demandare tali prestazioni che erano strumentali allo svolgimento dei propri compiti di interesse pubblico.

“Il tutto – ha osservato il giudice di appello - secondo la logica dello scambio economico suggellata dalla previsione di un corrispettivo”. Richiamando la sentenza della Corte di Giustizia, il Consiglio di Stato ha sottolineato come l’attività in questione presuppone il suo svolgimento con metodo scientifico, ma si risolve in definitiva in un servizio. Il giudice ha dato atto che l’Ordine degli Ingegneri ha ampiamente documentato che altre amministrazioni pubbliche hanno affidato il servizio a seguito di procedure di gara per servizi di ingegneria mentre invece non è stato dimostrato che le attività in questione siano attività di ricerca scientifica applicata preclusa agli ingegneri ed architetti.

Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Pietro Quinto il quale ha così commentato: “È la seconda volta che la giustizia amministrativa censura l’operato della Asl e dell’Università: dopo l’annullamento dell’affidamento all’Università del progetto del nuovo Vito Fazzi, ora è la volta degli edifici ospedalieri. Per fortuna non è accaduto nulla visto che si parla di verificare la vulnerabilità sismica dei nostri Ospedali. Speriamo che adesso la Asl avvii la procedura di gara per l’affidamento dell’incarico così avvalendosi delle capacità dei tecnici professionisti”.

Uguale soddisfazione è stata espressa dal presidente degli ingegneri di Lecce, Daniele De Fabrizio, il quale, dopo la sentenza del Tar e la pronuncia della Corte di giustizia, aveva diffidato la Asl ad avviare le procedure per la gara pubblica senza perdere ulteriore tempo. Ad oggi infatti, malgrado siano passati quattro anni dall’inizio della vicenda, la Asl non ha ancora eseguito la verifica di vulnerabilità sismica degli ospedali.

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