Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Centro / Viale Gallipoli

Chiosco bar tra le querce vallonee su viale Gallipoli? Il Wwf non ci sta

La giunta presieduta dal sindaco di Lecce Perrore, ha rilasciato la concessione che autorizza l'installazione di un chiosco di fronte all'Angenzia del Territorio. Ma gli ambientalisti chiedono con fermezza la revoca del permesso

LECCE – Lo scorso 28 dicembre la giunta comunale, presieduta dal sindaco di Lecce Paolo Perrore, ha rilasciato la concessione che autorizza una commerciante di Surbo all’installazione di un chiosco bar, una struttura prefabbricata, grande circa 40 metri quadrati, proprio di fronte la sede dell’Angenzia del Territorio, che sorge su viale Gallipoli. Si tratta di uno spazio pubblico pedonale, circondato da splendide querce vallonee, collocate nei pressi del parcheggio. Legittima la richiesta, da parte della titolare, al Comune di Lecce. Ma il Wwf Salento, per tutto questo, storce il naso. E chiede al primo cittadino e agli assessori Ambiente, Urbanistica, Lavori pubblici che quella concessione (in allegato la delibera comunale in questione) venga revocata. Il motivo, anzi i motivi, principalmente sono due. 

Il primo: secondo il presidente del Wwf Salento Vittorio De Vitis, che si fa anche portavoce del malcontento da parte degli ambientalisti e di numerosi cittadini, perplessità sulla collocazione del chiosco bar, che dovrebbe nascere proprio nello spazio esistente tra le aiuole, quest'ultime realizzate guarda caso per la protezione delle preziose essenze arboree. Due: la collocazione del chiosco-bar sorgerebbe in prossimità del sito in cui si trovano le querce Vallonee. Ma l’area in questione è di proprietà dell’Agenzia del Territorio, quindi, stando quanto asserisce il Wwf, “il Comune ha rilasciato una concessione non avendo la disponibilità del sito su cui deve essere collocata la struttura”. In altre parole, avrebbe rilasciato un parere positivo per la realizzazione del chiosco ma su un’area non di sua pertinenza. a 001-13

Eppure, nella delibera, si leggono i punti che la titolare della struttura è obbligata a rispettare. Come, per esempio, il fatto che “la struttura non interferisca con eventuali alberature esistenti e non comporti modifiche alla chioma delle stesse”.

Garanzia che, evidentemente, al Wwf non basta. Le querce Vallonee, insomma, sarebbe comunque a rischio, se quel chioso dovesse nascere proprio lì. “Un grave pregiudizio per la salvaguardia delle piante, per l’ulteriore carico urbanistico derivante dall’intenso flusso di persone e merci che la presenza di tale esercizio commerciale comporterebbe (oggi già molto elevato). In sostanza – spiega De Vitis - comporterebbe un notevolissimo aumento della pressione antropica e di conseguenza dell’inquinamento. L’area in questione è già allo stato attuale interessata da un traffico veicolare elevatissimo”.

 
C’è poi un antefatto “storico”, che il presidente del WWw Salento ricorda: “Si tratterebbe di una profonda modifica dello stato dei luoghi, che è ‘incoerente’ con l’intervento caldeggiato e fortemente voluto dal Wwf e realizzato meritoriamente da questa amministrazione nel 1989, nel contesto di un articolato progetto redatto dalla nostra associazione, offerto gratuitamente, dopo che lo stesso Comune di Lecce con delibera numero 1071 del 19.04.1988, dichiarò che le querce Vallonee ubicate negli spazi esterni dell’intendenza di Finanza sono “Specie botanica di rilevante interesse storico-scientifico e monumento vegetale protetto”. 

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