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Xylella, dopo il vertice in prefettura giro di vite di Forestale e Comuni

Niente spazio a ritardi e pressapochismi. Silletti sprona i sindaci e aumenta i controlli sul territorio perché siano condotte le operazioni previste dal piano. Prosegue intanto il botta e risposta tra studiosi e comitati

Brindisi – Non si fa attendere la risposta del braccio operativo del Corpo forestale dello Stato dopo la visita in Salento del ministro Maurizio Martina. A seguito del vertice tenutosi ieri mattina in prefettura di Brindisi, e al quale hanno preso parte Anas, azienda delle ferrovie statali e regionali e consorzi di bonifica, sono state decise le linee d’intervento immediato per far fronte ai prevedibili ritardi dovuti alla difficile fase di concertazione iniziale.

La disponibilità dei sindaci di nord e sud-Salento è stata massima, ed è quanto ha potuto riscontrare lo stesso commissario straordinario per l’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, a margine dell’incontro durante il quale sono state sensibilizzate le amministrazioni a dare un netto giro di vite in quella che è ritenuta la fase principale degli interventi volti a scongiurare l’allargamento del contagio al di fuori dell’area di sicurezza.

Così i Comuni dovranno provvedere all’eliminazione di tutte le piante ospiti, spontanee o meno, presenti lungo i bordi di strade, campi, argini di canali e fossi previa trinciatura e smaltimento di chiome e parti verdi. Ai sindaci toccherà pure incrementare l’attività d’informazione e monitoraggio concernente le operazioni di aratura, trinciatura e fresatura dei terreni che, come viene messo in evidenza nella nota del commissario straordinario, saranno comunque seguite da vicino dalle numerose pattuglie della forestale che in questi giorni, dopo la strigliata del ministro, stanno battendo l’intera area per evitare che qualcuno faccia orecchie da mercante.

Un intensificarsi dei controlli che, sanzioni a parte, vede la sua ragione nell’arrivo dei caldi estivi che, com’è ormai noto, potrebbero provocare una recrudescenza del fenomeno calamitoso il cui ciclo biologico è favorito dall’aumento delle temperature.

Intanto, però, non si placa il dibattito tra studiosi e associazioni in difesa del territorio e degli ulivi, a proposito dell’invasività degli interventi oggetto del Piano e del conseguente impatto sul paesaggio e l’economia del comparto agricolo e olivicolo in particolare.

Donato Boscia, responsabile Uos di Bari Cnr-Istituto per la protezione sostenibile delle piante (ex Istituti di virologia vegetale), precisa che, in merito ai presunti dubbi sul fatto che sia davvero il batterio Xylella a far seccare gli ulivi, “dubbi originati dai contenuti di uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica Plant Desease, a firma di Rodrigo Krugner […], i risultati di quello studio non possono essere adattati al caso del ceppo riscontrato in Puglia in quanto si tratta non solo di ceppi diversi, ma di ceppi appartenenti a subspecie diverse, pauca nel caso pugliese, multiplex nel caso della pubblicazione di Krugner”.

Una differenza che per Donato Boscia è sostanziale, e da sola dovrebbe stroncare sul nascere ogni obiezione da parte di chicchessia. Tanto che, conclude Boscia nella sua nota: “sarebbe come se, sulla base dei risultati degli studi in corso che sembrano escludere la capacità del ceppo salentino ad infettare la vite, si volesse mettere in discussione il coinvolgimento della Xylella nella malattia di Pierce che interessa i vigneti californiani”.

Puntuale è giunta la risposta di Luigi Russo del Comitato “#difendiAMOgliulivi” che definisce “prevedibile” l’atteggiamento del responsabile del Uos di Bari e “sospetta questa fretta da parte di uno studioso serio come lui che, peraltro, è un virologo e non batteriologo...”

Si rifà proprio ai principi basilari della ricerca Luigi Russo e alla peculiarità della disciplina statistica di cui è esperto. Disciplina che, difronte a dati incongruenti, se non opposti, impone di ricominciare da zero e verificare le ipotesi iniziali. Tutto ciò a meno di non possedere dati inconfutabili, spiega Russo, il quale aggiunge che l’inconfutabilità non fa capo al metodo scientifico che, al contrario, prevede che “i dati valgono sempre fino a prova contraria, e quelli di tipo statistico campionario hanno sempre un margine di errore che non puoi ignorare...”

Molti gli interrogativi che, secondo Russo, dovrebbero sorgere spontanei: “Sulla base di quali studi pubblicati egli (Donato Boscia n.d.r.) esclude che i ceppi delle xylella fastidiosa multiplex della California non possono essere adattati agli ulivi del Salento? Ha per caso provato a fare questa sperimentazione? E con quali modalità? E sulla base di quali altri studi (mai pubblicati) egli può affermare che nel Salento la pauca provoca il disseccamento rapido a differenza della multiplex che non lo provoca? I test di patogenicità sono stati completati?". È paradossale – conclude Luigi Russo, non prima di ricordare l’appuntamento a Vernole con Xiloyannis – che queste domande se le ponga un volontario e non uno scienziato”.

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