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Xylella, nuovi ascolti in Procura. Dinanzi ai magistrati Boscia e Guario

Proseguono gli ascolti nell'ambito dell'inchiesta, aperta nel maggio 2014 dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, per accertare l'origine e la diffusione del batterio killer che ha colpito gli olivi salentini

LECCE – Proseguono gli ascolti nell'ambito dell'inchiesta, aperta nel maggio 2014 dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, per accertare l'origine e la diffusione del batterio killer che ha colpito gli olivi salentini. Gli inquirenti vogliono anche accertare se i provvedimenti adottati dalla Regione per contrastare l'infezione abbiano una base scientifica e una reale efficacia. Il reato ipotizzato è di diffusione colposa di una malattia delle piante. Nei giorni scorsi i pubblici ministeri Elsa Mignone e Roberta Licci hanno ascoltato, come persona informata sui fatti, il comandante per la Puglia del Corpo forestale dello Stato e commissario per l'emergenza Xylella, Giuseppe Silletti. Circa tre ore per spiegare le misure, ritenute necessarie, per debellare l’infezione, come l’eradicazione e il ricorso agli insetticidi.

Oggi sono stati ascoltati altri due esperti. Si tratta di Donato Boscia, responsabile dell’Uos (l’ex centro di studio sui virus e virosi delle colture mediterranee) del Cnr di Bari, lo studioso che per primo ha individuato la «sputacchina», l’insetto vettore corresponsabile della malattia che ha colpito gli olivi leccesi causandone il disseccamento e in molti casi la morte. Boscia ha spiegato gli studi e le ricerche condotte negli ultimi due anni sull’epidemia al centro dell’inchiesta giudiziaria. Un ascolto mirato a capire, innanzitutto, quale sia l’origine e la diffusione dell’infezione, e se la stessa sia da imputare all’azione dell’uomo e non a cause naturali.

In Procura è stato sentito Antonio Guario, dirigente dell’ufficio fitosanitario regionale, e responsabile della task force che sta gestendo l’emergenza Xylella per conto della Regione Puglia. Come nel caso di Boscia, anche Guario ha spiegato ai magistrati le ricerche e le analisi svolte negli ultimi due anni, oltre che alle possibili cause ed effetti della possibile pandemia.

Nell’ambito dell’inchiesta sono già stati nominati alcuni consulenti che dovranno fornire elementi utili alle indagini e a un’infezione su cui la comunità scientifica sembra essersi spaccata. L’emergenza Xylella rimane una ferita aperta nel cuore di un territorio che guarda con apprensione alle sorti di quegli ulivi che da sempre la simboleggiano,  le donano ricchezza e splendore.

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