Carpisce la fiducia dei genitori, abusa della loro figlia 14enne: in arresto

Da Veglie la storia di una adolescente vittima di violenze, accompagnate anche con droga e alcol. L'uomo in apparenza era premuroso e gentile

VEGLIE – La certezza è una storia di abusi sessuali e sopraffazione psicologica venuta a galla tra mille difficoltà, la possibilità, terribile, è che ce ne siano ancora altre di perverse trame da svelare. Da questo timore parte l’invito dei carabinieri per chiunque sia potuto cadere nella rete intessuta da un 50enne, ristretto ora agli arresti domiciliari.

Si è guadagnato i galloni di zio acquisito carpendo la fiducia dei genitori di una 14enne di Veglie, nome di fantasia Floriana. L’uomo ha finto di prodigarsi per aiutare la famiglia, con il solo obiettivo secondo gli inquirenti di irretire e circuire l’adolescente, ricoperta di attenzioni e di regali in modo che si stabilisse un rapporto di dipendenza.

Ma gli ingredienti nascosti di questa miscela perversa si sono palesati quando lo “zio” ha iniziato ad abusare di lei, nei giri in macchina dopo averla presa da scuola. Una vera e propria escalation di violenza densa di pratiche sessuali, di alcol, di droga, di minacce di abbandono e di violenza fisica per ottenere il rapporto fisico. E anche di gelosia, usata come ennesimo grimaldello per scardinare le difese della ragazza.

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Una professoressa, alcune amiche e le attività di osservazione dei carabinieri nei confronti dell’uomo hanno permesso di aprire una breccia nel muro di omertà e di vergogna che ha iniziato tremare irrimediabilmente quando grazie ad una cooperativa sociale i fatti hanno assunto un contorno definito da squallore e perversione. La vittima ha quindi raccontato le violenza subite prima al pubblico ministero Stefania Mininni e poi al giudice per le indagini preliminari, Cinzia Vergine, nel corso dell’incidente probatorio.

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