Cronaca

La nipote denuncia: "Violentata dallo zio nella palestra". Condannato a quattro anni

La torbida storia risale al luglio del 2011. L'uomo, 51enne, avrebbe costretto la giovane a un rapporto sessuale mentre si trovavano nel solarium, bloccandola su di un divano. La vittima invano avrebbe tentato la fuga. Poi, il coraggio di sporgere denuncia e far avviare le indagini

LECCE – E’ una torbida storia di violenza e molestie sessuali quella che arriva dalla “città bella”, che ha come sfortunata protagonista una ragazza costretta a subire un rapporto sessuale dallo zio. Protagonista della vicenda un uomo di 51 anni, condannato dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (presidente Roberto Tanisi) a quattro anni di reclusione.

L’imputato, assistito dall'avvocato Luigi Suez, è stato condannato anche a risarcire la vittima, che si è costituita parte civile con l’avvocato Luigi Giungato, con 40mila euro, oltre il pagamento delle spese legali.  

I fatti contestati risalgono al 15 luglio del 2011. Il 51enne, secondo quanto contestato dall’accusa (del fascicolo è titolare il sostituto procuratore Paola Guglielmi), avrebbe costretto con violenza la nipote a subire un rapporto sessuale mentre la stessa si trovava in una stanza adibita a solarium.

L’uomo avrebbe chiuso a chiave la porta della palestra in cui si trovavano, per poi tirare con forza la ragazza dalle spalle, costringendola a sedersi su di lui e toccandole il pube.

La ragazza terrorizzata, si sarebbe divincolata e avrebbe cercato rifugio nella doccia solarium. Una fuga che non avrebbe placato, però, le intenzioni dell’imputato che avrebbe minacciato la vittima, dicendole in dialetto “mo ci iessi me cappi”, costringendola a uscire dal suo rifugio di fortuna.

Un vero e proprio incubo per la giovane donna, che sarebbe stata inseguita e raggiunta dall’uomo. Lo zio l’avrebbe afferrata, spingendola su un divano e penetrandola mentre le bloccava un braccio dietro la schiena.

La vittima, superato lo shock e la vergogna, ha trovato la forza e il coraggio di denunciare il suo stupratore. Una denuncia che ha dato avvio alle indagini e che ha portato alla condanna del 51enne. 

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