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Sabato, 18 Maggio 2024
Cucina

La tavola salentina a San Martino, ecco cosa suggerisce la tradizione

Le pietanze più adatte per allietare il pranzo o la cena l'11 novembre. Di seguito alcuni consigli

LECCE - San Martino è uno dei giorni più amati dai salentini, sia per gli abitanti della città capoluogo che per quelli dei Comuni della provincia. Ciò accade per via della convivialità che si genera tra i commensali, amici o familiari, nel corso dei pranzi e delle cene svolte l'11 novembre.

I suggerimenti sul menù arrivano direttamente dalla tradizione del territorio. Partendo con gli antipasti, non possono mancare le tipiche pittule salentine. Pietanza indicata in occasione dell'8 dicembre, ovvero la ricorrenza in cui si celebra l'Immacolata Concezione. Nonostante ciò si potranno acquistare o realizzare anticipatamente, poiché accostabilissime al prodotto simbolo di San Martino: il vino rosso. Il novello è quello più indicato, generalmente viene ottenuto tramite la tecnica della macerazione carbonica per poi essere venduto nello stesso anno della vendemmia da cui proviene. Come contorno, salumi e formaggi vari possono arricchiere il pasto. 

Altro elemento immancabile è il secondo di carne, in tal senso gli amatissimi turcinieddrhi (detti anche gnummareddi) rappresentano un esempio classico. Questi risultano sempre una delle scelte più gettonate. Per chi non fosse originario della zona, si tratta di involtini di interiora di agnello, le cui origini risalgono alla tradizione contadina del Sud Italia. Sono realizzati con fegato, polmone, rete di maiale, budella di agnello, sale, e pepe. Attenzione però, al fine di proporre al meglio la tradizione locale, la carne deve essere arrostita rigorosamente al fuoco. 

Dopo è la volta delle castagne, tipico e gustoso alimento del periodo che - seppur non sia esattamente un frutto caratteristico del territorio - risulta ormai incluso a pieno titolo negli usi gastronomici della provincia. 

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