Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

Artigianato, la recessione non risparmia il Salento: manufatturiero il più colpito

E' il primo report sulla diminuzione delle imprese artigiane in Puglia che pubblica l'associazione di categoria. Significativo, in negativo, il dato della provincia di Lecce, con il suo 25,4% delle imprese artigiane in Puglia

@TM News/Infophoto

LECCE – “Gli artigiani della nostra regione stanno subendo le conseguenze della recessione sotto varie forme. Su tutte – spiega il presidente di Confartigianato Imprese Puglia, Francesco Sgherza - il crollo delle commesse, le difficoltà nell’accesso al credito e il diffondersi di forme di concorrenza sleale da parte di operatori abusivi”.

E’ il primo, impietoso, report sulla diminuzione delle imprese artigiane in Puglia che pubblica l’associazione di categoria. Oggi, nel settore, se ne contano 75.376, pari al 19,8 per cento del totale delle imprese (380.707), mentre al primo trimestre 2009 ce ne erano 79.324, pari al 20,6 per cento del totale delle imprese (385.991). Dall'inizio dell'anno al 31 marzo scorso, le cessazioni in Puglia (2.504), hanno superato le iscrizioni (1.260), con un saldo negativo di 1.244 unità (-1,6 per cento).

Significativo, in negativo, il dato della provincia di Lecce, che, va ricordato, rappresenta il 25,4 per cento delle imprese artigiane (19.145 su 75.376), seconda solo alla provincia di Bari (40,9 per cento). Ha perso, la provincia di Lecce, 261 unità (-1,3 per cento). Il settore manifatturiero è quello più colpito (-569 attività, pari ad un tasso negativo dell’11,2). Segue il commercio (-100 unità, pari al 5,6 per cento). Crescono, quasi a sorpresa, invece, ilk settore delle costruzioni di 212 unità, pari al 2,9 per cento. Ma il dato non deve trarre in inganno. Il dato, infatti, è in controtendenza. Dopo un’analisi attenta, il centro studi di Confartigianto ha evidenziato che, spesso, i lavoratori disoccupati del settore, non avendo alternative, sono costretti ad intraprendere la strada dell’impresa individuale. E’ questa la più probabile ragione dell’aumento delle imprese edili.

Ma c’è un altro fattore che mette in risalto Sgherza, la piaga della concorrenza sleale: “E’ motivo di grande preoccupazione – afferma - per i nostri artigiani e dovrebbe essere oggetto di allarme sociale in quanto si tratta di reddito sottratto all’intera comunità, anche perché, ad un prezzo più basso del servizio, corrisponde l’assenza di ogni garanzia di qualità”.

Per questo, Confartigianato Imprese Puglia ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, promuovendo la sottoscrizione di una serie di protocolli con gli enti locali, per realizzare, capillarmente, efficaci azioni di contrasto mirato. “Le istituzioni - conclude il presidente - devono adottare tutte le misure necessarie per sostenere l’artigianato che rappresenta la parte sana della nostra economia e dà sostentamento a decine di migliaia di famiglie pugliesi”.

Sempre secondo  Sgherza, infine, “la pluralità delle nostre imprese non ha una tradizione nel portare avanti un lavoro in comune, l’unico in grado di consentire ai piccoli operatori, attraverso aggregazioni di tipo consortile, di competere sui mercati esteri, che consentirebbero di mantenere, se non di incrementare, i fatturati delle aziende”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Artigianato, la recessione non risparmia il Salento: manufatturiero il più colpito

LeccePrima è in caricamento