Economia

Monta la protesta degli operai Adelchi, il traffico va in tilt

Sindacati e istituzioni convocati dal prefetto di Lecce, ottengono il tavolo interministeriale per il 14 dicembre. Fuori, intanto, si scatena la protesta dei 720 lavoratori che aspirano ad essere ricollocati. Auto nel caos

Foto LeccePrima (tutti i diritti riservati).

LECCE - "Non moriremo di cassa integrazione", la promessa dei lavoratori Adelchi è vecchia di mesi. Ma è di quelle che non si dimenticano, soprattutto adesso che il sussidio regionale che ha attutito il colpo della dismissione della produzione di calzature negli stabilimenti di Tricase, è agli sgoccioli. Dal 1° gennaio 2012 tutti gli operai verranno messi in mobilità dall’azienda, "ormai decisa a sbarazzarsi della manodopera che pure ha aiutato il gruppo a crescere", denunciano loro.

Istituzioni e sindacati si muovono sul filo del rasoio , e per dare un'accelerata alle procedure burocratiche, si sono riuniti per un incontro presso la Prefettura di Lecce, cui hanno partecipato, tra gli altri, anche la vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone, il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone e l'assessore provinciale al Lavoro, Ernesto Toma, l'assessore regionale al Welfare Elena Gentile, la senatrice e presidente di Io Sud, Adriana Poli Bortone e il deputato Pd, Teresa Bellanova.

Fuori, invece, infuriava la protesta dei 720 operai, in viaggio dal punto più estremo del Salento alla ricerca di un appiglio che gli permetta di rinnovare quella promessa. E per manifestare la propria indignazione, hanno bloccato via XXV Luglio mandando in tilt il traffico, già caotico, di una città che si avvicina al Natale.

Lo scopo del vertice presieduto dal prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta (su richiesta di Cgil, Cisl, Uil) era sollecitare la convocazione del tavolo interministeriale con i ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Corrado Passera ed Elsa Fornero. Urge, infatti, un intervento in extremis che passa attraverso due decisioni fondamentali: il proseguimento degli ammortizzatori sociali in scadenza e l'estensione dell'Accordo di programma 2008 anche alle aziende del cluster Adelchi: Nuova Adelchi spa, Magna Grecia, Crc srl, Sgc Plast e Knk srl. La produzione di scarpe, lo ricordiamo, prosegue a Specchia dove è attiva la Sergio's. Il resto non esiste più: è solo un ricordo delocalizzato all'estero.

Per quanto riguarda l'estensione formale di quei 40 milioni di euro versati da Roma e Bari per sostenere la reindustrializzazione del comparto tac (tessile, abbigliamento e calzaturiero), il fatto che se ne sia parlato per mesi, riducendo l'azione agli ultimi giorni, fa sorridere amaramente gli operai.

Hanno lottato per tre anni contro un'amministrazione aziendale che agiva "con il preciso intento di affossare il gruppo". Hanno sfidato la burocrazia e quelle istituzioni, a loro dire, sorde al dramma produttivo che sta desertificando il basso Salento. E ora lottano per ritornare a lavorare al soldo dei nuovi investitori che aspirano a beneficiare di quel fondo.

Ad ogni modo, il tavolo prefettizio si è concluso nella soddisfazione generale. I sindacati hanno premuto per anticipare il più possibile la data del tavolo interministeriale, convocato per il 14 dicembre. La via d'uscita per l'empasse degli operai è nella prosecuzione della cassa integrazione (questa volta ministeriale) per un altro anno. "Poi si dovrà lavorare per la ricollocazione degli stessi, attraverso una verifica dei progetti di quelle aziende interessate ad investire" aggiunge Salvatore Arnesano, segretario generale Cgil, che però frena rispetto alla possibilità di riuscire ad accontentare la richiesta di occupazione che viene da più di 700 persone.

 "Chiediamo al Governo uno scatto d’orgoglio, nel pieno convincimento che il sostegno a questi lavoratori non rientra nel mero assistenzialismo, bensì potrebbe rappresentare un’occasione unica per rimettere in moto l’economia del territorio", spiega il deputato Pdl, Ugo Lisi che sottolinea il ruolo importante di Invitalia (agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa), la quale "potrebbe attirare su di sé gli investimenti di alcuni imprenditori in grado di assumenre una parte dei dipendenti Adelchi".

"La storia di questi lavoratori va inquadrata nella più generale mancanza di attenzione per il Sud che si è avuta in questi ultimi decenni, quando dapprima si è sottovalutata la concorrenza sleale di molti paesi emergenti, e poi non si è compreso che occorrevano nuove idee per vincere la sfida dell’economia globale. – aggiunge il presidente provinciale Fli Lecce, Paolo Pellegrino - Il sostegno all’economia familiare dei lavoratori salentini deve andare di pari passo con un’altra idea di sviluppo che il Salento deve saper prendere sulle sue spalle".

2-240-10 La vicepresidente della Regione, Loredana Capone, che ha partecipato al tavolo, parla di “dramma sociale insostenibile”. “Nel corso dei lavori, dopo le tante insistenze mie e del presidente Vendola nei giorni scorsi, ho avuto finalmente il piacere di sentire dalla viva voce del direttore del ministero dello Sviluppo economico la concessione di una data per la convocazione del tavolo nazionale. La vicenda Adelchi – aggiunge Loredana Capone- è infatti una crisi nazionale per i numeri e per il settore di attività”. E così, la “soddisfazione per il primo passo” si mescola alla “preoccupazione per la prospettiva di ricollocazione dei lavoratori, almeno parte alla volta”.

“Perciò - aggiunge- al tavolo romano chiederemo di velocizzare l’iter per l’istruttoria delle pratiche relative alle domande di investimento già presentate e chiederemo al ministero e ad Invitalia di impegnarsi insieme a noi al reperimento di altre aziende che vogliano investire nell’Area Pit9 dove ha sede Adelchi”.

 

 

Soddisfazione esprime il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, per “l’accoglimento del vero e proprio ultimatum lanciato dalla Provincia di Lecce, che al tavolo si è espressa con nettezza nella direzione di un immediato e non più rinviabile tavolo interministeriale. L’immediatezza della data del 14 dicembre – rileva Gabellone – soddisfa la Provincia di Lecce, che da tempo è già pronta per quella data, con la sua importante azione di scouting, di ricerca delle imprese individuate a ché possano utilizzare le risorse dell’Accordo di programma ferme da oramai 3 anni. Si tratta di 40 milioni di euro che più gruppi imprenditoriali hanno manifestato di voler intercettare per investire e salvare i livelli occupazionali nel nostro territorio”.

La variabile-tempo, a dire di Gabellone, è fondamentale in questa fase, per raggiungere entro l’anno alcuni importanti e paralleli risultati, primo tra tutti la proroga degli ammortizzatori sociali straordinari indispensabile alla sopravvivenza e alla sussistenza primaria di 720 famiglie salentine.

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