Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Amministrazioni pubbliche, cresce l’indebitamento. Resistono le famiglie

Si ricorre sempre più ai finanziamenti per trovare ossigeno in tutte le amministrazioni del territorio: in appena sette mesi la loro disponibilità finanziaria si è dimezzata. Stando ai numeri, resta invariata quella delle famiglie

LECCE – Le amministrazioni pubbliche ricorrono sempre più ai finanziamenti per far fronte al loro continuo indebitamento. In provincia di Lecce, dall’inizio dell’anno, gli impieghi da parte degli istituti di credito a favore degli enti locali sono aumentati di 45,5 milioni di euro (da 395,2 milioni a 440,7). L’incremento è dell’11,5 per cento. Una percentuale che “certifica”, in modo chiaro, lo stato di grave difficoltà attraversato dalla pubblica amministrazione.

È questo quanto emerge da un’analisi dell’osservatorio economico di Confartigianato imprese Lecce che ha elaborato gli ultimi dati della Banca d’Italia. Le disponibilità finanziarie delle amministrazioni salentine si fermano a 138 milioni, mentre a dicembre scorso superavano i 258 milioni. La contrazione è del 46,5 per cento. Vale a dire che la loro ricchezza, in appena sette mesi, si è quasi dimezzata. Una flessione impressionante, a dimostrazione che le misure imposte dai governi, per risanare i conti pubblici, non sono del tutto sufficienti o non danno ancora i risultati sperati.

Intanto, stando ai numeri, le risorse delle famiglie della provincia di Lecce sono rimaste pressoché invariate. Detengono oltre il 90 per cento dei depositi bancari e continuano a preservare una parte dei loro risparmi, visto che i depositi sono cresciuti di 119 milioni (da otto miliardi 144 milioni di dicembre a otto miliardi 264 milioni a luglio). L’incremento, in questo caso, è dell’1,5 per cento.

Tuttavia, questa percentuale è più bassa rispetto al tasso di inflazione. Pertanto, anche la ricchezza delle famiglie, in termini reali, è stata “erosa”: “Se da un lato - spiega Amedeo Giuri, direttore di Confartigianato imprese Lecce - i depositi delle famiglie rimangono stabili, nonostante la forte pressione fiscale (basti pensare all’Imu), dall’altro, però, sono allarmanti i dati riferiti alle amministrazioni pubbliche che si trovano in forte, fortissima difficoltà economico-finanziaria”.

Ad ogni buon conto, nel Salento, gli impieghi concessi a famiglie ed imprese, continuano a calare, a causa della stretta creditizia (in gergo «credit crunch»). In sette mesi sono diminuiti di 43 milioni, pari allo 0,50 per cento in meno. Le banche stringono i cordoni della borsa e si “espongono” di meno. Gli istituti di credito sono sempre più tenuti ad osservare determinate regole per tenere sotto controllo i propri bilanci.

Si tratta di un vero e proprio “tira e molla” il rapporto tra depositi ed impieghi. Se la banca fa una buona raccolta di denaro, può rimetterla in circolo sotto forma di prestiti e finanziamenti. Con la crisi, però, la liquidità in circolo è diminuita e le banche non possono incrementare gli impieghi. Anzi, cercano persino di “rientrare”, vale a dire rivogliono indietro i soldi prestati. E se l’economia non dovesse ripartire presto, le prospettive, per l’anno in corso, non potranno che peggiorare, riducendo ancor più i depositi bancari.

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