Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

Ue bacchetta l’Italia, ma Ance Lecce sta con il governo: “Basta austerity assoluta”

Aperta procedura d'infrazione per il ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione. La media è di 170 giorni, ma l'associazione dei costruttori sostiene l'iniziativa italiana di allentare il patto di stabilità per rilanciare gli investimenti

Giampiero Rizzo, presidente Ance Lecce.

LECCE – L’Unione Europea ha aperto oggi la procedura d’infrazione contro l’Italia per il ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione verso le imprese, ma Ance Lecce si schiera con il governo impegnato a rompere la dittatura dell’austerità.

L’associazione dei costruttori edili non ha dubbi al proposito. Per il presidente provinciale Giampiero Rizzo “i 60 giorni imposti dalla direttiva europea costituiscono per molte imprese ancora una utopia, tanto è che le imprese del territorio vantano decine di milioni di euro di crediti nei confronti degli enti appaltanti. Eppure come sistema delle costruzioni ci siamo resi conto che è necessario sostenere la posizione del nostro Paese in Europa e auspichiamo di riuscire ben presto a porre fine a quella che il presidente nazionale Ance Paolo Buzzetti ha definito austerity assoluta”.

Degli annosi ritardi dei pagamenti si dibatte da tempo e di recente alcuni provvedimenti hanno cercato di accorciare i tempi, con qualche risultato. “Come sistema delle costruzioni – prosegue Rizzo – sia a livello nazionale che territoriale, abbiamo più volte denunciato una situazione insostenibile, soprattutto per le imprese edili, impossibilitate a procedere con l’avanzamento lavori a causa dei continui ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, bloccate tra l’altro dal rispetto del patto di stabilità interno. Nonostante alcuni passi in avanti, registratisi negli ultimi mesi, il problema dei pagamenti rappresenta ancora un peso insostenibile che sta portando le imprese al collasso”.

Ance fa sapere che l’attesa media per i pagamenti è di 170 giorni, con un arretrato pari a ben 11 miliari di euro. Ma la soluzione non può venire da una procedura di infrazione: Occorre puntare a maggiore flessibilità per gli investimenti necessari per far ripartire l’Italia e, in tal senso, ci associamo alla richiesta di Ance di allentare il patto di stabilità interno per gli investimenti. Richiesta, tra l’altro, invocata da tutte le forze politiche negli ultimi giorni, anche alla luce della necessità di poter procedere con l’utilizzo dei fondi strutturali, probabilmente la maggiore se non l’unica fonte di finanziamento per le opere pubbliche a disposizione per i prossimi anni. Se non si riuscirà ad imboccare finalmente questa strada la forca caudina dei ritardati pagamenti allontanerà la certezza di un futuro migliore per le imprese edili e migliaia di lavoratori”.

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