Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Riforma Fornero: cosa cambia per i contributi di disoccupazione

Dal primo gennaio entrano in vigore le modifiche per gli ammortizzatori sociali varate dal governo. Aspi e mini Aspi sostituiranno l'attuale assegno di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali e ridotti

Elsa Fornero, ministro del Lavoro.

LECCE - A partire dal primo gennaio 2013 la riforma del lavoro, approvata in luglio, prevede importanti cambiamenti in tema di ammortizzatori sociali. Si chiamano Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) e Mini ASpI e sono le due nuove indennità mensili per il sostegno al reddito per i lavoratori subordinati che abbiano perduto involontariamente l’occupazione.

Le due nuove prestazioni sono destinate a sostituire a tutti gli effetti, entro la fine del periodo transitorio previsto fino al 31 dicembre 2015, le attuali prestazioni di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali; disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti; disoccupazione speciale edile; mobilità. L’ ASpI, che di fatto sostituirà l’attuale indennità di disoccupazione ordinaria, non apporterà cambiamenti significativi rispetto alla precedente normativa.

Rimangono gli stessi, infatti, sia i destinatari, cioè i lavoratori dipendenti, ai quali però si aggiungono tre nuove categorie di lavoratori (apprendisti, soci di cooperativa e artisti),  sia i requisiti, ovvero essere disoccupati, far valere almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione (contributo DS e/o contributo ASpI) nel biennio precedente l'inizio del periodo di disoccupazione e avere due anni di anzianità di assicurazione contributiva.  Le nuove norme prevedono, durante il  periodo transitorio, un graduale aumento della durata della prestazione, collegata all’età anagrafica del lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

A regime, cioè dal  gennaio 2016, invece, e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere da tale data, l’ASpI sarà erogata, ai lavoratori di età inferiore ai cinquantacinque anni, per un periodo massimo di dodici mesi, mentre, per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, la prestazione sarà corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi.

Cambia invece radicalmente, lo scenario per i lavoratori che non hanno  maturato i requisiti per il sussidio pieno, gli stagionali per intenderci. Alla Mini ASpI, la nuova prestazione che andrà a sostituire l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti (o stagionale), si applicherà la stessa disciplina dell’indennità di disoccupazione ASpI e pertanto spetterà a coloro i quali possano far valere lo status di disoccupato, contrariamente a quanto avveniva precedentemente. Aumentano i requisiti contributivi richiesti, quindi, non più un minimo di 78 giornate lavorative calcolate sull’anno solare, bensì almeno 13 settimane di contribuzione da attività lavorativa negli ultimi 12 mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. A questo si aggiunge il fatto  che l'indennità sarà corrisposta mensilmente, non più in unico contributo, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la fine del rapporto di lavoro.

Se quindi, in termini economici, la nuova Mini Aspi sarà peggiorativa rispetto al precedente sussidio di disoccupazione stagionale, così come segnalano anche i sindacati, può considerarsi come positiva l’eliminazione, tra i requisiti richiesti, dell’obbligo dell’anzianità contributiva biennale. Fra le profonde contraddizioni della legge 92 del 2012, particolarmente significativa e è quella riconducibile alla fase di passaggio dall’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti alla Mini Aspi, alla quale l’Inps ha messo chiarezza con la circolare pubblicata proprio in questi giorni.

Mentre la disoccupazione con requisiti ridotti copriva i periodi di disoccupazione relativi all’anno precedente, e si poteva cioè presentare la domanda (dal primo gennaio al 30 marzo) anche se il lavoratore al momento della richiesta aveva in corso un rapporto di lavoro, dal 1 gennaio 2013, la domanda per ottenere la Mini Aspi deve essere presentata entro due mesi dalla fine del rapporto di lavoro a condizione che permanga lo stato di disoccupazione, così come l’ASpI.

Per sopperire al vuoto legislativo che si è creato intorno alla possibilità di richiedere la Mini Aspi anche per i lavoratori stagionali del 2012, che rischiavano di perdere la possibilità di richiedere il contributo, l’Inps interviene predisponendo la possibilità di richiedere la “Mini ASpI 2012”. 

Pertanto, coloro i quali abbiano maturato nel 2012 i requisiti previsti per la vecchia disoccupazione con requisiti ridotti, potranno, indipendentemente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, esclusivamente per via telematica, tra il primo gennaio e il 2 aprile 2013 e indipendentemente dallo stato di inoccupazione del lavoratore richiedente, richiedere tale sussidio pur avendo  superato i 60 giorni dal termine del rapporto di lavoro, che sarà comunque calcolato in base alle misure previste per la Mini Aspi.

Un provvedimento che si è reso dovuto per garantire a migliaia di lavoratori la corresponsione del sussidio anche per l’anno in corso, nonostante si preveda, con l’applicazione dei nuovi parametri, un calo consistente per ciascun assegno di disoccupazione stagionale.

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