Domenica, 25 Luglio 2021
Economia

Cambiali e titoli protestati diminuiscono, ma resta un fiume di milioni evaporati

Lecce, Gallipoli e Casarano in testa per titoli mai pagati. Melissano ha il record del valore medio per titolo protestato più elevato pari a quasi 21mila euro, seguito a notevole distanza dal comune di Alessano con 6.355 euro e Sannicola con 6mila euro

LECCE – Anche se assegni bancari e cambiali, titoli che arrivano sulle scrivanie dei notai perché protestati, in provincia di Lecce sono in calo rispetto al primo semestre dello scorso anno, non c’è da stare molto allegri. Le famiglie strette nella morsa delle crisi economica, così come le imprese, rinunciano a priori, forse, a qualsiasi tipo di investimento: da quello domestico, per così dire, a quello aziendale vero e proprio.  Ed infatti, il 71% dei titoli protestati, per esempio, ha un taglio al di sotto o pari  a 1000 euro (cifre più abbordabili per famiglie), mentre per gli assegni il taglio da oltre 5mila euro e fino a 100mila, comprende 361 titoli, il 26% degli assegni complessivamente protestati e  copre il 64% del valore.

Complessivamente, le cambiali rappresentano l’87% dei titoli protestati mentre gli assegni il 10%, il valore di questi ultimi, però, rappresenta il 29% del valore complessivo dei protesti; del tutto residuale la percentuale delle tratte accettate. Il “peso” delle cambiali (66%) è il più elevato anche rispetto al valore complessivo  dei titoli protestati. 

Basta infatti scorrere le cifre rese note dall’ufficio statistiche della Camera di commercio di Lecce (nell’allegato), per rendersi conto che città come Gallipoli, Casarano e lo stesso capoluogo salentino, sono riuscite a in sei mesi a “bruciare” una mole di denaro impressionante. Parliamo di milioni di euro.

Ed infatti, analizzando i dati comunali si evince che Lecce, Gallipoli e Casarano assorbono il 40% dei titoli protestati della provincia, pari a 5.580 titoli,  per una somma di oltre 10 milioni di euro che rappresenta  quasi la metà del valore totale dei protesti provinciali: Lecce si attesta intorno a 6 milioni 340mila euro di titoli protestati; Gallipoli 2 milioni e mezzo di euro, mentre a Casarano il dato si attesta intorno a 1 milione 809mila euro di titoli scoperti.  

E insomma, anche se nei primi sei mesi dell’anno sono diminuiti nella provincia di Lecce i titoli protestati sia nel numero che nel valore, da 15.595 (1° semestre 2012) agli attuali 13.779 con una diminuzione dell’11,6%, il valore dei titoli protestati è diminuito  del 14,2%, passando da 26 milioni di euro ad oltre 22 milioni di euro, va da sé che quel tetto resta sempre alto.

Ma se si volesse vedere il bicchiere mezzo pieno, l’analisi per tipologia di titolo evidenzia una notevole diminuzione del numero (- 19,8%) ma soprattutto del valore (-35,2%) degli assegni protestati: nel primo semestre dello scorso anno sono stati protestati 1.715 assegni per un valore di circa 10 milioni di euro, nei primi sei mesi di quest’anno, invece,  il numero è sceso a 1.375 per un valore di circa 6,5 milioni di euro. Anche le cambiali protestate sono diminuite: lo scorso anno sono state 13.468 contro le attuali 11.977 (-11,1%), il valore complessivo è diminuito di circa il 4% passando da 15,4 milioni a 14,8 milioni.  

I dati comunali

Il Comune di Melissano detiene il record del valore medio per titolo protestato più elevato pari a  quasi 21mila euro, seguito a notevole distanza dal comune di Alessano con 6.355 euro e Sannicola con 6mila euro, quest’ultimo però annovera un solo titolo protestato. Gallipoli, invece, è il comune salentino a più elevata concentrazione di protesti in relazione  al numero di abitanti: 1 ogni 16. Segue Campi Salentina con 1 protesto ogni 19 abitanti e Lecce 1 su 24. 

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