Attività sportiva motore anche per il turismo. Ecco il piano per l’impiantistica

Varato il documento di programmazione dell’impiantistica sportiva della Regione Puglia curato dall’Asset per riqualificazione, promozione di attività a cielo aperto e linee guida di gestione

BARI - Arriva il nuovo Documento di programmazione dell’impiantistica sportiva della Regione Puglia che punta alla razionalizzazione delle strutture esistenti e allo sviluppo degli sport a cielo aperto in chiave anche turistica. Il piano, considerato innovativo e ben articolato, è stato realizzato dall’Asset, l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile, che oltre ad analizzare e fotografare la situazione del patrimonio impiantistico in dotazione, ridisegna gli scenari futuri con una previsione d’investimenti per 500 milioni di euro nei prossimi dieci anni (anche attingendo a fondi europei), in modo da poter colmare il divario rispetto ad altre regioni meglio attrezzate come ad esempio Friuli, Toscana e Lombardia elevando gli standard qualitativi per essere il linea con la media nazionale.

Complessivamente la Puglia registra 208.059 praticanti in attività agonistiche. Sono numeri importanti che dimostrano non solo il continuo allargamento dei tesserati iscritti alle federazioni sportive, ma anche l’incremento esponenziale di una folta schiera di praticanti a livello amatoriale e di persone che si dedicano alle attività motorie. Nel documento, composto di 288 pagine comprensive di dati, grafici, valutazioni tecnico-economiche, statistiche, linee guida e approfondimenti, c’è un’attenta analisi del contesto socio-economico, per meglio definire modelli di programmazione basati su una visione di sviluppo integrata e multidisciplinare che pone lo sport in relazione alla salute, all’ambiente, all’educazione, alla mobilità ed al turismo.

“Il recupero del patrimonio esistente e il miglioramento della gestione degli impianti pubblici è una delle principali direttrici del piano” spiega Elio Sannicandro, direttore generale di Asset Puglia, “da un lato la mappatura puntuale della impiantistica regionale è finalizzata ad alimentare la diffusione della pratica sportiva organizzata; dall’altro diventa centrale e fondamentale rimodulare e ottimizzare la gestione con l’introduzione di un pacchetto di linee guida mai sperimentate fino ad oggi come ad esempio i nuovi rapporti di partenariato con le società sportive”.

Sono stati censiti e mappati 3.822 impianti sportivi di cui il 13,5% è totalmente in disuso, il 5,8 parzialmente in disuso. Sono invece 6.982 gli spazi fisici. Pertanto la dotazione attuale disponibile è di 94 impianti e 172 spazi fisici ogni 100mila abitanti. Considerati gli esigui stanziamenti economici nazionali nel settore sportivo e le scarse capacità di investimento degli enti locali, la Regione Puglia ha voluto in via prioritaria mantenere efficienti gli impianti esistenti, in modo da renderli più fruibili e accessibili, incrementando negli ultimi anni le risorse economiche destinate alla ristrutturazione e manutenzione di campi e palestre di base. Solo nel 2019 ha investito 24 milioni di contributi in conto capitale per l'impiantistica e ulteriori 5 milioni per favorire e promuovere l’attività motoria. Inoltre, in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto con il Credito Sportivo insieme a Pugliasviluppo, sono anche disponibili 50 milioni nei prossimi 3 anni per mutui agevolati che andranno a finanziare il recupero di impianti pubblici e privati.

“Ma tra gli obiettivi del piano strategico vi è anche la promozione della pratica sportiva” aggiunge il direttore Sannicandro, “puntiamo ad aumentare il numero di cittadini attivi e a ridurre gli effetti della sedentarietà anche attraverso attività a cielo aperto, senza dimenticare la creazione di eventi che possano fungere da attrattori turistici. L’altro elemento fondamentale di sviluppo vede la promozione dei cosiddetti sport ambientali che si svolgono in spazi a cielo aperto, valorizzando percorsi urbani e aree naturali dove praticarli in totale sicurezza. La Puglia dispone di percorsi pedonali, percorsi misti, come i Sentieri di Puglia e il Parco delle Dune Costiere, ciclovie, tra queste quella Adriatica o ancora quella dell’Acquedotto pugliese, o impianti  specifici per gli sport di mare e di terra”.

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Il nuovo piano varato in Puglia ha l’ambizione di diventare un modello di riferimento (benchmark) anche in altre regioni, a partire da quelle del Sud Italia, dove il clima permette, anche nei mesi autunnali-invernali, di praticare attività in modo sicuro oltre che all’aria aperta, coniugando sport e turismo.

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