"Basta minimizzare": Coldiretti all'attacco sull'uso dei dati sulla xylella

"Dopo sei anni c'è ancora chi ignora le differenze tra le zone infette e le altre". L'associazione chiede di procedere con gli innesti per riparare ai ritardi burocratici

Foto di repertorio

Lecce - “Uso strumentale dei dati relativi alla diffusione della xylella sul territorio”. Coldiretti Puglia rilancia la polemica relativa agli interventi sul contenimento dell'infezione che ha colpito gli ulivi nel Salento ma che continua a espandersi.

Gli ultimi monitoraggi hanno individuato altre 43 piante attaccate nelle province di Brindisi e Taranto, 32 a Carovigno, 4 a Ceglie Messapica, 1 a Montemesola e 6 ulivi a San Vito dei Normanni. Questi dati si sommano agli oltre 100 chilometri di patrimonio olivicolo intaccato, da Brindisi fino a Santa Maria di Leuca, che non sono interessati dai monitoraggi.

“E questo perché – osserva il presidente pugliese, Savino Muraglia - la Commissione Europea ha previsto di far cadere l'obbligo degli abbattimenti e dei monitoraggi per i territori infetti in modo stabile, a sud della zona di contenimento, a causa della impossibilità di eradicare il batterio”.

Coldiretti punta il dito contro il tentativo  “di minimizzare il disastro colposo” che si è consumato in Puglia: “Vengono propinati numeri al lotto da chi evidentemente ignora, ancora dopo 6 anni,  la differenza tra le zone demarcate, dove è in atto l'attività di monitoraggio, e l’area infetta dove non ci sono abbattimenti e monitoraggi. Usare la percentuale dell’1,6 percento, cioè di 993 ulivi infetti su 61 mila 558 piante analizzate nel monitoraggio dell'ultimo anno, per negare l'entità e la vastità del danno che è pari 1 miliardo e mezzo di euro è scandaloso", prosegue il presidente Muraglia.

L'allarme xylella è stato peraltro diramato anche in altri Paesi dell'Unione Europea, come Francia, Spagna, Germania, Portogallo. E a lanciarlo è stata proprio l'Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare: “Non dimentichiamo che la Puglia, per poter accampare pretese a livello comunitario e pretendere di essere aiutata dall’Ue, doveva attenersi alle direttive comunitarie – ricorda Coldiretti-. Le dimissioni del Commissario straordinario di Arif non hanno fatto che peggiorare la situazione".

Secondo l'associazione ora è necessario correre ai ripari, recuperando “il ritardo della Regione Puglia sul protocollo per regolamentare la pratica degli innesti per salvare gli ulivi monumentali”. Coldiretti, appoggiando la tesi di molti agricoltori, ritiene che la risposta al colpo mortale inferto al patrimonio oleario sia negli innesti di varietà di olivo resistenti al batterio xylella fastidiosa. Innesti che devono seguire un protocollo tecnico di utilizzo per avere riferimenti chiari.

I dati sul batterio della Regione Puglia e del Consiglio nazionale delle ricerche

La zona infetta è quella che interessa l’intera provincia di Lecce e parte delle province di Brindisi e Taranto, dove Coldiretti ha stimato i 21 milioni di ulivi infetti. Ed è questa l'area dove, dal 2015, non c’è attività di abbattimento e monitoraggio. Nessun albero infetto è stato individuato sia nella zona indenne che nella zona cuscinetto.

Situazione diversa è quella della zona di contenimento, individuata nella parte terminale della zona infetta, dove si abbattono gli ulivi infetti per contrastare la diffusione del batterio. Qui sono state trovate 214 infette mentre nel 2018 gli ulivi infetti erano appena 19.  La zona infetta, ex zona di contenimento, è poco interessata all'epidemia ed è un'area di altissimo pregio in virtù della presenza di olivi monumentali. Qui sono state trovate 779 piante infette.

Mappa aree_Xylella-2

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