Un altro mese di cassa in deroga. Bellanova: “Proroga insufficiente”

All’indomani dell’accordo firmato a Bari, il deputato Pd sostiene le ragioni dei lavoratori: “Migliaia di famiglie senza ossigeno per il fallimento di alcune politiche economiche. Serve il raggiungimento dell’intesa tra le parti”

Teresa Bellanova

LECCE – L’intesa raggiunta ieri a Bari tra sindacati e assessorato regionale al Welfare, che concede un altro mese di tregua ai 7mila cassintegrati in deroga della provincia di Lecce (50mila su scala regionale), non è stata accolta con trionfalismi. Il medesimo scetticismo è manifestato dal deputato Pd, Teresa Bellanova: “Non si può considerare sostenibile la proroga di un solo mese. Parliamo di decine di migliaia di famiglie, solo in Puglia, alle quali si comunica che fra un mese non avranno più ossigeno per respirare”.

“Ritengo sia inaccettabile, come ebbi a dire anche al ministro Elsa Fornero, lasciare scoperti questi lavoratori e le loro famiglie nel momento di massima esposizione rispetto ad uno stato di crisi perdurante e riveniente sia dalla mancata ripresa dell'economia, ma anche dal fallimento di alcune politiche economiche intraprese”, spiega il deputato.

“E’ indispensabile ricordare che in Parlamento, poche settimane addietro, abbiamo vinto una dura battaglia per portare da 800 a 1700 milioni di euro le risorse a copertura della cig in deroga, riconoscendo la necessità di un sostegno al reddito ad una platea che, purtroppo, anche sul nostro territorio tende ad ampliarsi di giorno in giorno. – aggiunge lei - A mio parere risulta essere fondamentale la capacità di compiere uno sforzo ulteriore e comune delle istituzioni preposte teso a tutelare la vita lavorativa ed economica di queste persone in evidente difficoltà”.

Bellanova scagiona i lavoratori, di cui conosce bene i volti e le storie di vita, dall’accusa di aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità: “Si tratta di persone che vivono già al di sotto della soglia di povertà. Sono padri e madri di famiglia che con enorme dignità ad oggi stanno già compiendo sacrifici inenarrabili per soddisfare le esigenze di prima necessità. Sono padri e madri che spesso, tra la mortificazione e l’impotenza, sono costrette a dire no ai propri figli. Persone, insomma alle quali abbiamo il dovere di fornire una risposta in termini fattivi”.

“Auspico, dunque, un confronto risolutivo tra le parti sociali e la Regione in modo che si possa giungere ad un prolungamento del sostentamento per queste famiglie finite nel vortice di una crisi nata male e purtroppo gestita ancor peggio”, conclude il deputato.

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