Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Lotta intestina tra lavoratori Ilva. I sindacati diventano il nuovo bersaglio

Il doppio corteo organizzato questa mattina a Taranto culmina in centro dove proteste, cori e fumogeni interrompono i comizi dei leader nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Domani si discuterà il decreto legge per una proroga temporanea

 

TARANTO - La grande manifestazione dei lavoratori dell'Ilva organizzata per questa mattina in una Taranto "bollente", diventa teatro di una contro protesta, presumibilmente dei Cobas, che sposta la mira sui sindacati confederali, colpevoli, a loro dire, di giocare una partita troppo sbilanciata a favore del gruppo Riva. Ed è guerra aperta, ormai, tra il diritto alla salute dei cittadini e quello al lavoro degli operai dopo l'intervento della magistratura che ha disposto il sequestro di alcuni impianti dell'acciaieria più grande d'Europa accusata di "disastro ambientale".

 

Si attende per domani il verdetto del Tribunale del Riesame sul ricorso presentato dalla proprietà, ma intanto la protesta la fa da padrona. Fumogeni, fischi, urla e persino il lancio di uova ha interrotto il discorso del leader nazionale della Fiom Maurizio Landini, incentrato sull'urgenza di trovare una via d'uscita comune al dramma ambientale ed al problema occupazionale che rischia di scippare 15 mila posti di lavoro nel martoriato sud d'Italia, di cui 600 solo nella provincia di Lecce.

La protesta nella protesta ha mandato in fumo i comizi, in piazza della Vittoria, i vertici di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Sotto il palco, i cori dei contestatori se la prendevano direttamente con i sindacati: "La rovina d'Italia". La lotta intestina che ha tutti i tratti della più spietata guerra tra poveri, è stata sedata dall'intervento delle forze dell'ordine che presidiavano i due cortei diretti verso centro storico della città, con un notevole dispiegamento di uomini. “E’ stata rubata la piazza ai lavoratori” , ha commentato una amareggiata Camusso che ha rinunciato a concludere il proprio intervento.

In suo sostegno è gia intervenuta la deputata del Pd, Teresa Bellanova: “Non vinceranno coloro che vogliono rendere inconciliabile il diritto al lavoro e la salute. Chi oggi ha tentato di

stuprare questa grande manifestazione deve fare i conti con la stragrande maggioranza di cittadini e lavoratori che credono, invece, sia possibile percorrere la strada della conciliazione tra questi fondamentali due diritti".

"Voglio rivolgere un plauso a Susanna Camusso, la quale, nonostante la latitanza del Prefetto e del Questore, ha sfidato l’arroganza di questi gruppuscoli parlando al cuore dei tanti lavoratori presenti in piazza, i quali, oggi più che mai, hanno necessità di avere al loro fianco un sindacato con la schiena dritta”, conclude la nota.

L'ex sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano interviene, invece, chiedendo un decreto per una deroga temporanea di vecchie disposizioni di legge che consenta all'Ilva di mettersi rapidamente in regola, in modo che la magistratura possa ''senza forzature'' rivedere il provvedimento cautelare di sequestro. La proposta, condivisa dai parlamentari pugliesi, verrà illlustrata domani dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini in Consiglio dei ministri. ''Il problema principale ora - dice Mantovano - e' non perdere tempo. La magistratura ha mostrato consapevolezza e buon senso. E' necessario studiare un accorgimento giuridico che permetta all'Ilva di adeguare gli impianti alle prescrizioni di legge prima che diventi pienamente esecutivo il sequestro degli impianti''. Secondo Mantovano ''si tratta di fare presto garantendo equilibrio tra le esigenze di tutti''.

Contemporaneamente, l'ex sottosegretario esprime preoccupazione per gli scontri di questa mattina: ''Dobbiamo tenere alta la guardia contro infiltrazioni di realta' estranee. 'Operai e sindacalisti puntano alla salvaguardia dei posti di lavoro ma, insieme alla autorita' di sicurezza, devono far fronte e isolare i tentativi di inserirsi nella protesta da parte di frange estremiste dei No Tav che, al grido 'portare la valle in citta'', si sono gia' fatti notare''.

Piena condivisione sullo strumento del decreto legge per Taranto, individuato questa mattina dal tavolo regionale e condiviso dal ministro Clini è espressa anche da Raffaele Fitto: "Ci auguriamo che già domani possa andare in Consiglio dei ministri, per dare immediata concretezza e piena attuazione agli interventi di bonifica e tutela ambientale previsti dall’Accordo firmato il 26 luglio scorso al tavolo romano". "In questa direzione ho garantito l’impegno pieno dei druppi parlamentari del Pdl affinchè il decreto venga approvato rapidamente, con il pieno appoggio del nostro partito”, conclude l'ex ministro per gli Affari regionali.

 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lotta intestina tra lavoratori Ilva. I sindacati diventano il nuovo bersaglio

LeccePrima è in caricamento