Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Bilancio e patto di stabilità, braccio di ferro tra ente e revisore dei conti

Nel Comune di Porto Cesareo, rischio sforamento dei conti per la mancata firma della figura di garanzia. Il sindaco Salvatore Albano accusa la "illegittima contrapposizione all'amministrazione" sottolineando i rischi per l'ente

Il Comune di Porto Cesareo

PORTO CESAREO – Bilancio dell’ente e attività amministrativa nel Comune di Porto Cesareo: il governo cittadino, guidato dal sindaco Salvatore Albano, prova a fare un po’ di chiarezza sui temi. Sulla prima questione, il primo cittadino chiarisce come il Comune abbia rispettato i termini per la presentazione del Patto di stabilità, in quanto la legge prescrive che esso debba essere certificato dai Comuni entro il 31 marzo di ogni anno (quest’anno il 2 aprile per via delle festività pasquali) a firma del responsabile del servizio economico-finanziario, del sindaco e del revisore dei conti.

Il rispetto del Patto di stabilità 2012 si evincerebbe dai saldi contabili sui dati di bilancio e dall’attestazione formale del responsabile del servizio economico finanziario, Cosimo Greco, unitamente al sindaco, per quanto di competenza: “Ciononostante – afferma Albano - Porto Cesareo rischia di essere assimilato ad un Comune che, invece, non ha rispettato il patto, con la conseguenza di vedersi assoggettato a gravissime sanzioni”.

All’appello manca la firma del Revisore dei conti “il quale – chiarisce il sindaco -, nonostante invitato più volte e da ultimo nella immediata vicinanza della scadenza, oltre che diffidato ad adempiere con missiva inviata altresì per competenza, al Prefetto ed alla Corte dei Conti, ha omesso di sottoscrivere la certificazione del patto, riferita a dati contabili certi, adducendo generiche motivazioni, le medesime che sono già costate al revisore dei conti espliciti e formali richiami da parte del consiglio comunale ed, in ultimo, dalla Corte dei Conti che, rilevando numerosi inadempimenti e contraddizioni nella sua relazione al bilancio 2012, lo ha invitato a dettagliare e motivare le generiche dichiarazioni fatte all'epoca del parere negativo al bilancio 2012”.

L’accusa alla figura di garanzia è chiara: “Una arbitraria e illegittima contrapposizione agli organi di governo cittadino, senza alcuna precisa contestazione di dati contabili, giunta in Comune solo pochi minuti prima della data di scadenza prevista per l'invio della comunicazione di legge del Patto al Ministero delle Finanze”. La nota del revisore, per Albano, “riprendendo il tenore generico di negatività già operato in precedenza, ad oggi al vaglio della Corte dei Conti, dato il forte ritardo con cui è pervenuta, nonostante due diffide ad adempiere, ovviamente non permetteva di istaurare un minimo di contraddittorio con gli uffici, provocando l'oramai consueto ostruzionismo”.

“Data la particolare situazione – asserisce il sindaco - che vede chiaramente il Revisore ingiustificatamente contrapposto all'amministrazione, con un procedimento di revoca in suo danno per gravi e reiterati inadempimenti, il sindaco, dopo il mancato rispetto del termine di cui alla prima diffida, ha chiesto al Ministero dell’Interno e al Ministero dell'Economia di poter sostituire De Maglio con altro Revisore, e allo stato il Ministero dell' Economia, ricevuta la richiesta, ha passato la palla al Ministero dell' Interno dal quale si attende il riscontro”.

Lo sforamento eventuale del patto di stabilità, visti i sacrifici chiesti ai contribuenti e ai cittadini, con aumento di pressione fiscale e tagli di spese per la manutenzione del territorio ed investimenti, nel segno del rigore normativo: “Alla fine – evidenzia - abbiamo rispettato tutti i limiti imposti dalle manovre economico-finanziarie degli ultimi anni.  Sacrifici che ora rischiano di essere vanificati”. Tra le conseguenze, anche l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni come nel caso degli ausiliari del traffico per la stagione estiva 2013: “Se il Comune subirà danni – concludono da Palazzo di Città - ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità”.

Un secondo caso amministrativo riguarda le dimissioni dalle deleghe del consigliere di maggioranza Eugenio Colelli, che, a mezzo stampa, avrebbe accusato il governo Albano di “inerzia”. Accusa rimandata al mittente dal sindaco, che chiarisce come, seppur nella obiettiva carenza di personale specializzato in cui versa l’ente, la macchina amministrativa non si fermi: “Se un qualche ritardo nel rilascio di autorizzazioni o altro atto richiesto da cittadini, vi è stato negli ultimi mesi – dichiara -, ciò è stato dovuto esclusivamente alle attività di indagine portate avanti dagli ufficiali di polizia giudiziaria su mandato della Procura di Lecce, nell’ambito degli uffici comunali”.

Attività questa che richiederebbe l’assistenza di personale dello stesso ente per la consultazione dei singoli fascicoli, oggetto d’indagine. “A riguardo confido che una volta terminate le indagini, l’apparato tecnico in servizio presso il Comune di Porto Cesareo – conclude Albano - possa tornare ad evadere ciascuna pratica di richiesta, nei tempi previsti dall’ordinamento”.

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