Boom della cassa integrazione a luglio. Ma la crisi continua a mordere

Il rapporto della Uil sui primi mesi del 2019 certifica le difficoltà. Giannetto: "Gli ammortizzatori hanno salvato quasi 10 mila posti di lavoro il tutta la regione"

Foto di repertorio

Lecce – “Un quadro tutt'altro che confortante per il mercato del lavoro a Lecce”: così il segretario della Uil, Salvatore Giannetto, ha commentato i dati sul ricorso alla cassa integrazione delle aziende locali, relativi al periodo gennaio-agosto 2019.

La crisi economica è certificata dal rapporto del sindacato: 922mila sono le ore complessive della cassa, pari al 12 percento in meno rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente,

Nel dettaglio sono aumentate sia le domande per cig ordinaria (+6,7) sia quelle della cassa straordinaria (+17,6), mentre sono diminuite nettamente le ore di cig in deroga (-99%) che pare essere giunta ormai agli sgoccioli.

A preoccupare maggiormente il numero uno del sindacato è il dato registrato nel mese di luglio: 335 mila e 502 le ore autorizzate dall’Inps, di cui 24 mila 461 di cig ordinaria e ben oltre 311 mila di cig straordinaria, con un aumento del +295 percento rispetto al precedente mese di giugno: “Questo picco deriva dal vistoso incremento della cassa integrazione straordinaria che riflette le tante crisi aperte sul nostro territorio in attesa di una soluzione».

Per quanto riguarda i settori, è l’industria ad attrarre il maggior numero di richieste a livello regionale (+63 percento). Seguono edilizia (-15 percento), commercio (-21 percento) e artigianato (-100 percento).

“La cassa integrazione ha salvaguardato ben 9 mila e 878 posti di lavoro in tutta la regione – ha precisato Giannetto - e la sua efficacia potrebbe essere maggiore se si procedesse ad alcuni interventi correttivi. È quello che ci attendiamo da un confronto costruttivo e propositivo con il neo governo”.

Il rischio è che, in assenza di questo ammortizzatore sociale, centinaia di migliaia di lavoratori finirebbero per diventare disoccupati a tutti gli effetti.

“Questo aspetto non è da non trascurare in una fase in cui i dati registrano un aumento dell’1,1 percento delle persone in cerca di lavoro e le domande di Naspi, nel primo semestre di quest’anno, segnalano un incremento del 3,2 percento rispetto allo scorso anno”, ha aggiunto il segretario.

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Secondo lui occorre mettere in campo politiche che siano “lungimiranti e strutturali nel tempo”, riportando al centro della discussione sia il tema del lavoro, sia il gap del Mezzogiorno: “Esiste la reale necessità di spendere bene i fondi europei per realizzare infrastrutture materiali e immateriali che possano ridare slancio all’economia del Sud”.

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