Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Cantieri nel limbo della burocrazia. Operai edili lanciano l’sos alle istituzioni

Riuniti in assemblea presso la cassa edile i lavoratori del gruppo Palumbo ricostruiscono l'assurda vicenda delle infrastrutture finanziate, consegnate ma ferme: "Non abbiamo di che vivere". I sindacati: "Tenuta sociale a rischio"

 

LECCE – Hanno vissuto di speranza, gli operai edili del gruppo Palumbo. E ora mancano persino i soldi per il pane, i libri scolastici dei figli, la benzina. La loro storia lavorativa è un paradosso tutto italiano: il gruppo edile si è aggiudicato due appalti milionari (totale di 120 milioni di euro) per la cantierizzazione della strada regionale 8 ed il raddoppio della statale 16 che collega Maglie ad Otranto.  Opere già consegnate, per le quali si sono superati i principali intoppi burocratici – impresa non semplice –  ma i lavori non partono. Ed i 250 operai rimangono a casa propria, a vivacchiare di cassa integrazione in deroga.

Nel caso della strada regionale 8, deputata a collegare Lecce con San Foca, il governo di via Capruzzi ha sborsato 60 milioni di euro per la sua realizzazione e contemporaneamente, da quattro anni, continua a elargire il sussidio regionale. Soldi pubblici, neanche a dirlo, elargiti con molte incertezze fino alla fine dell’anno. Poi rimane il nulla, lo spettro delle procedure di mobilità e di licenziamento.

Se per quest’opera le ruspe si sono fermate dopo appena una settimana (manca ancora l’autorizzazione paesaggistica), lo stato dell’arte  dei lavori della statale 16 sembra non interessare quasi a nessuno. Dopo un’estenuante battaglia – i sindacati sono riusciti a far sedere intorno ad uno stesso tavolo tutti gli enti interessati, per arrivare al dunque – il cantiere è partito solo per il primo tratto. Tre chilometri sino a Palmariggi, che hanno regalato una tregua ad appena un decimo della forza lavoro disponibile. I chilometri finali sono interessati dalla presenza di ulivi monumentali per cui è prevista la procedura di espianto e reimpianto, ma il problema appare insormontabile. Al punto che nessuno sa dire come, e quando, proseguirà il cantiere.

Di sicuro, però, non manca il lavoro per il gruppo Palumbo che si è aggiudicato anche la realizzazione dei due sottopassi nei comuni di San Cesario e Sternatia, appaltati dalla Provincia. Anche in quest’ultimo caso, è tutto fermo.

L’esasperazione dei lavoratori, rimandati di tavolo in tavolo, rimbalzati da una promessa all’altra, è comprensibile. E quando riuniti in assemblea presso la cassa edile di Lecce promettono di non mollare la presa e proseguire con la protesta “ad oltranza”, c’è da credergli. I loro interessi non viaggiano più  braccetto con quelli dell’impresa: “Se gli interessi dell’azienda continuano a maturare anche dopo la consegna dei lavori, gli operai hanno tutto da perdere”, puntualizza Piero Stefanizzi della Cisl.

palumbo-3La conferenza stampa indetta oggi dai segretari generali confederali, insieme alle categorie Filca Cisl, Fillea Cgil, Feneal Uil, ha tutto il sapore della rassegnazione. Lanciano un sos alle istituzioni per un motivo chiarissimo: “Il dramma sociale bussa alle porte. Non riusciamo più ad assicurare la tenuta sociale del territorio”.

Gli operai edili rappresentano sono una piccola fetta dei cassintegrati pugliesi per i quali il sussidio regionale è agli sgoccioli. Bisognava tornare a parlare di lavoro, in una visione strategica segmentata su vari settori produttivi, ma il tavolo del 26 novembre fissato dalla vicepresidente regionale Loredana Capone è stato rimandato “a data da destinarsi”.

I referenti sindacali non sono chiaramente in grado di offrire risposte all’urgenza di lavoro che proviene da ogni parte. “Anche nel caso di infrastrutture finanziate e consegnate, basta una virgola per rispedire la forza lavoro a casa”, aggiunge Salvatore Giannetto della Uil. I tavoli e le dichiarazioni d’intenti non bastano più. Anzi, secondo Salvatore Arnesano di Cgil, “questo fiume di parole sta facendo perdere credibilità a tutti”. Come a dire che se la crisi economica non risparmia nessuno, il Salento si tira la zappa sui piedi in modo eccezionale.

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