Caporalato in agricoltura. Flai Cgil: "La legge 190 non si deve modificare"

Dura presa di posizione del sindacato: "La norma non ha complicato i processi del mercato del lavoro, anzi tende a semplificarli e a renderli trasparenti"

LECCE - La legge 199 per il contrasto al temibile fenomeno del caporalato, vera piaga del lavoro agricolo, non si tocca. Lo afferma nettamente il sindacato Flai Cgil di Lecce che spiega come, ad un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge, vi sia chi propone modifiche per “liberare” il mercato del lavoro da vincoli burocratici che appesantirebbero l’incontro tra domanda e offerta.

“La legge 199 non ha aggiunto nulla di complicato nei processi che regolano il mercato del lavoro di questo Paese, anzi tende a semplificarli e a renderli trasparenti – puntualizza il segretario Antonio Gagliardi-. È una legge che si rivolge al mondo dell’impresa di ogni settore produttivo come ai lavoratori fornendo strumenti in grado di smentire chi, delle complicazioni burocratiche, ne fa un alibi e produce concorrenza sleale. Quindi, è una legge che non va modificata, semmai va rafforzata la sua applicazione nella parte operativa”.

“Immaginare di costituire l’ennesima cabina di regia attraverso la quale le parti sociali presenti sul territorio possono costruire un’alternativa al caporalato – dicono dalla Flai - stride con lo spirito della legge stessa che già prevede azioni di intervento con l’insediamento delle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità. La norma chiama ad un impegno concreto le stesse parti sociali e le istituzioni locali, provando a realizzare modalità trasparenti per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e strappando letteralmente dalle mani dei caporali servizi fondamentali, come il trasporto della manodopera sui luoghi di lavoro e l’accoglienza dei lavoratori migranti”.

“L’onere di vedere pienamente applicata la legge 199, anche in agricoltura, non può essere lasciato solo all’attività di contrasto – si legge in una nota stampa -. Gli strumenti in grado di attivare azioni per colpire imprenditori spregiudicati, che fanno uso dell’intermediazione illecita della manodopera e parassiti che vivono sul lavoro e sulla pelle dei braccianti, sono contenuti nella legge stessa che attende di essere realizzata: a sindacati, parti datoriali e Istituzioni locali il compito di sostenere gli imprenditori onesti che rispettano i contratti e la dignità all’interno del mercato del lavoro”.

“Pensare di proporre modifiche, o peggio svuotarla di contenuti, significa consegnare la libertà ed il sudore di chi lavora nelle mani di chi sfrutta impunemente il lavoro. La 199 è una norma di civiltà di cui il Paese aveva e ha assoluto bisogno, senza modifiche”, conclude il segretario Gagliardi.

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