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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

Caro energia e materiali, l’appello di Confindustria a prefetto e politica

E’ nero il futuro prospettato dall’organizzazione. Il presidente di Lecce Delle Donne: “Siamo di fronte a un uragano. Il governo dovrebbe intervenire con misure straordinarie immediate”

LECCE - Confindustria Lecce fa appello al prefetto, al presidente della Regione Puglia e a tutti i rappresentanti politici ai vari livelli perché intervengano presso il governo, chiamato ad emanare con urgenza misure che incidano in maniera determinante sui costi energetici e su quelli dei materiali.

E’ nero il futuro prospettato dall’organizzazione se non si dovessero impiegare le misure adeguate. “Sono mesi che stiamo lanciando progressivi allarmi sulla crescita esorbitante del costo delle materie prime e sull’impennata di quelli energetici, con un’incidenza tale da mettere a repentaglio il funzionamento stesso delle imprese” ha dichiarato il presidente Nicola Delle Donne, che ha sottolineato come a questa difficile situazione si aggiungono la crisi economica causata dall’emergenza Covid e gli effetti del conflitto russo-ucraino.

“Se il presidente nazionale Bonomi ha recentemente parlato di ‘tempesta perfetta’, oggi possiamo dire di essere di fronte ad un vero e proprio uragano, con il mercato fuori controllo e nessuno a governarlo”, ha tuonato.

Secondo il rappresentante locale, con i costi dei materiali alle stelle e la progressiva crescita di quelli energetici, si corre il rischio di un blocco della filiera delle produzioni, spiegando che “le imprese edili hanno già chiesto di rivedere gli appalti dei lavori perché, a causa dell'aumento dei prezzi, sono divenuti economicamente insostenibili; le cartiere e le imprese energivore stanno via via sospendendo le produzioni. Tutte le aziende stanno mandando in cassa integrazione il personale”.

“I costi per carburante, gas, energia, materie prime (laddove si riesca a trovarle!) crescono in maniera vertiginosa ogni giorno rendendo impossibile, di fatto, l'attività d’impresa. Le aziende edili, per prime, hanno comunicato la serrata a partire dalla prossima settimana, a causa dell'incremento del 600 per cento del costo dell'asfalto”, ha aggiunto ancora Delle Donne.

Insomma, per il presidente, non si tratta più solo del problema di fare fronte alle progettualità del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il cui allarme è stato lanciato dai vertici di numerose Associazioni di categoria, come Ance, ma di creare le condizioni perché non saltino tutti i lavori.

Confindustria Lecce, già nei giorni scorsi, aveva espresso preoccupazione per i provvedimenti di natura congiunturale e non strutturale, emanati dal governo per cercare di contenere l’aumento dei costi energetici, evidenziando come sia fondamentale, invece, guardare ad un orizzonte di medio-lungo periodo: il nostro Paese deve creare le condizioni opportune per ridurre la propria dipendenza dalle forniture estere di energia e gas, spingere sulla costruzione di infrastrutture per produrre energia da fonti rinnovabili, puntare all’efficientamento energetico e ad una migliore gestione delle reti, nonché favorire la creazione di gigafactory, capaci di stoccare energia in periodi di richiesta minima e che ne forniscano quantità adeguate in caso di surplus di fabbisogno.

Per il presidente, in merito al comparto edile, il governo dovrebbe intervenire con misure straordinarie immediate per calmierare i prezzi e compensare le imprese in maniera adeguata per i maggiori costi sopraggiunti in fase di avanzamento lavori: “Quanto previsto e fatto finora non è assolutamente sufficiente, occorre altresì prorogare tutte quelle misure incentivanti (per esempio, bonus e superbonus), i cui lavori, certamente, stante l’attuale costo dei materiali, rischiano di non essere completati entro giugno”.

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