Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

“Caro presidente Vendola, abbiamo la stessa dignità degli operai dell’Ilva”

Appello accorato degli ex lavoratori termali di Santa Cesarea che chiedono soluzioni ed investimenti sul futuro delle terme e bocciano la gestione Serra: “Non possiamo assistere impassibili al declino di questa località”

Santa Cesarea

SANTA CESAREA TERME - Gli ex lavoratori termali, riuniti in un comitato spontaneo, scrivono al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e criticano la gestione delle Terme spa di Salvatore Serra, affidando ad una lettera pubblica il proprio dissenso. Per il comitato, non c’era bisogno di arrivare allo stato di agitazione dei lavoratori, per comprendere quello che era già noto a tutti, cioè “il disastro in cui versano ormai da anni le Terme di Santa Cesarea”: “Ed ora – scrivono -, in un panorama di chiacchiere e di diffuso silenzio ed  indifferenza, da parte della classe politica, la Regione in testa, la battaglia rischia di diventare quella per la sopravvivenza. Quella dei lavoratori rappresenta l’unica ultima vera disperata voce di richiamo alle responsabilità di ognuno”.

“Non è certo un problema di contrasti politici e di ripicche personali – precisano - come sostiene l’autorevole sindaco di Uggiano la Chiesa. Nel corso di questi ultimi anni i nostri continui e ripetuti richiami e solleciti ad intervenire sulla maldestra gestione delle Terme, portata avanti esclusivamente da parte degli amministratori nominati dalla Regione Puglia, sono rimasti sempre inascoltati”.

“L’onorevole Vendola, socio di maggioranza ed unico responsabile di questo disastro – chiariscono -, unitamente al presidente Serra, è rimasto sempre sordo a qualsiasi sollecitazione ed a qualsiasi richiesta di dialogo. La gestione disastrosa del presidente Serra, sulla cui persona gli organi di governo regionale continuano ad insistere ed a puntare per completare il piano di privatizzazione selvaggia delle Terme, hanno rappresentato un attacco  micidiale, non solo all’azienda termale, ma all’intero territorio ed a tutta la comunità. Ed ora da Santa Cesarea si leva un fortissimo grido di dolore, ridotta ad agonizzare, da chi ha gli occhi fasciati dall’ipocrisia”.

I lavoratori sostengono di aver finalmente capito di dover scendere in strada per difendere i propri diritti e quelli dei propri figli e, nonostante tutto, sperano ancora in una soluzione pacifica dell’intera vicenda: “È ancora possibile correre ai ripari, se solo l’onorevole Vendola si convince una buona volta che, anche i lavoratori delle Terme di Santa Cesarea hanno la stessa dignità  dei lavoratori di Taranto”.

Il Cipe ha sbloccato i fondi Fas dovuti alla Puglia, “un programma tenacemente difeso, con l’unica modifica – accettata dalla Regione nell’attività di programmazione- quella rivolta ad affrontare la sofferenza di Taranto: larga parte delle risorse destinate alla Puglia finanziano il protocollo d’intesa su Taranto. – Ma questo non è un sacrificio, è un dovere di tutti i pugliesi” - sostiene Vendola.

I lavoratori chiedono a Vendola un tavolo di concertazione urgente per cercare una soluzione ai problemi di tutto il comprensorio termale, delle Terme e del nuovo centro termale, utilizzando una minima parte dei fondi Fas, visto che “anche le tanto decantate chiacchiere sull’area vasta sono volate via con la prima brezza di tramontana”: “Se il Presidente Vendola continua a far finta di non vedere e di non sentire ed a mantenere questa posizione intransigente nei confronti del Comune – spiegano -, si dovrà assumere la responsabilità di aver posto Santa Cesarea in una sorta di isolamento rispetto alle altre località turistiche del Salento, nonostante il potenziale termale, fino ad ora gestito in maniera politico/partitica, attraverso i suoi rappresentanti, con il dottor Serra in testa, venuto da Racale, per ‘distruggere’ le Terme e Santa Cesarea?”.

Per questo, si aspettano da Vendola una “apertura ampia” sulla questione. Indice puntato contro la gestione Serra, che avrebbe dato a loro parere “il colpo di grazia definitivo alla più importante risorsa del territorio, impedendo anche al Comune di Santa Cesarea di poter sviluppare e valorizzare le sue bellezze turistiche naturali, attraverso un’adeguata programmazione di sviluppo turistico integrato, con strutture e servizi, che purtroppo non possono prescindere dal dialogo con l’azienda Termale -  conditio sine qua non -  di Santa Cesarea Terme (purtroppo, oggi si direbbe)”.

Infine, un invito al dialogo per risolvere bonariamente tutte le cause tra Terme, Comune e Regione, affinché si eviti lo scontro frontale. “Ma – concludono - non potremo più assistere impassibili al declino di questa località”.

 

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